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Siamo molto fortunati perchè possiamo dire di averlo visto

di arancioeblu, giovedì, 20 agosto 2009 alle 21:20 | link | commenti (1)
in: sport, io , belli punto e basta

Un tutt’uno con le leggi della fisica

In cosa consiste l’ineguagliabile plasticità della guida di Valentino? Là fuori, nel mondo esterno, c’è non tanto la “sfida”, quanto l’assecondamento più raffinato delle leggi fisiche. Per esempio – come spiega il fisico Andrea Frova – ogni grande pilota in curva deve saper compensare la spinta centrifuga (tanto più potente quanto più alta è la velocità) con un angolo di inclinazione che arriva a volte a 60° o anche più; in questo, Valentino riesce a spostare sempre di una tacca “l’angolo critico”, cioè il punto oltre il quale la moto slitterebbe. Là dentro, nella sua testa, il Dottore riesce a armonizzare come nessuno i compiti del cervello “antico” (cioè del cervelletto e dei gangli della base, adibiti – col vestibolo dell’orecchio – all’equilibrio e alla percezione del proprio corpo nello spaziotempo e dell’ambiente circostante) e quelli del cervello “nuovo” (la corteccia, adibita alle valutazioni e alle scelte). L’esito stupefacente – vedi il sorpasso su Lorenzo a Barcellona – è la possibilità di pianificare sequenze complesse di accelerazione-decelerazione-riaccelerazione, ponderandone al millesimo la plausibilità, come un gatto che debba balzare da un tetto a un altro. Ma forse il vero prodigio è che tutto questo – il fuori e il dentro unificati, come un guanto sulla mano – venga (pre)visto da Valentino in una frazione di secondo. Insomma, se lui è un tutt’uno con la moto, lui e la moto insieme sono tutt’uno con la meccanica e la dinamica della materia. Sandro Modeo - Corriere della Sera 28 giugno 2009

Ecco, io credo che se un professore provasse a parlare di questo in classe, la fisica e la biologia avrebbero più possibilità di essere apprese e amate, di essere vissute per la bellezza che rappresentano. Perchè diventebbero parte del quotidiano e delle passioni.

di arancioeblu, domenica, 28 giugno 2009 alle 14:36 | link | commenti
in: sport, attualità, io

Siccome non siamo un paese razzista (4)...

Mario Balotelli mentre passeggiava su Ponte Milvio insieme a Criscito e Giovinco, si è beccato cori, sfottò e due banane da parte di alcuni tifosi romanisti. Ha minimizzato sostenendo che sia una cosa da nulla e non ha sporto denuncia. Renderò ufficiale la mia posizione in materia, già decisa da tempo: comprerò la maglia di Balotelli, magari proprio quella della Nazionale.

E, già che siamo in tema, ho dato la mia preferenza in consiglio comunale a un bolognese-senegalese e in quartiere a un omosessuale. Perchè mi sembra necessario.

di arancioeblu, domenica, 07 giugno 2009 alle 19:28 | link | commenti (5)
in: sport, inter, attualità, bleah, io

Statistiche

In tre anni abbiamo dato:

23 punti alla J**e (che ha saltato un giro)

46 alla maggica

67 a quelli con la Champions nel DNA (che avevano 8 punti di penalità che avrebbero recuperato entro Natale, disse quello di giallo cravattato)

Il totale fatelo voi. A me la somma sembra imbarazzante (per quelli arrivati dietro).

di arancioeblu, domenica, 31 maggio 2009 alle 18:10 | link | commenti (2)
in: sport, inter, io

Siccome non siamo un paese razzista (3)...

...ieri al 30' di Chievo-Bologna, l'arbitro Farina ha fermato il gioco, convocato i due capitani e fatto annunciare dall'altoparlante che se fossero continuati i cori razzisti dalla curva bolognese contro Luciano (un ex), la partita sarebbe stata sospesa. Da quel momento per Luciano solo fischi.

di arancioeblu, lunedì, 25 maggio 2009 alle 10:07 | link | commenti (2)
in: sport, attualità, bleah

Siccome non siamo un paese razzista (1) ...

...a Brescia si sta discutendo un regolamento di polizia urbana la cui applicazione letterale proibirebbe la pratica del cricket negli spazi verdi pubblici. La motivazione sta nelle parole del vicesindaco leghista Fabio Rolfi, delega alla sicurezza e di fatto (mi dicono dei bresciani doc) vero sindaco, mentre quello ufficiale occupa un banco a Roma in Parlamento.

Queste le sue parole: «I nostri vigili ricevono decine di telefonate di perso­ne nei parchi infastidite dai praticanti del cricket o che vengono colpite dalla pallina. Ma non c’è nulla di discrimi­natorio: il regolamento proibi­sce anche il gioco della lippa che era un divertimento mol­to in voga a Brescia tanti anni fa».

Mi meraviglio che il vicesindaco non abbia utilizzato il vero nome della lippa, ossia ciàncol, gioco che andrò rapidamente a spiegare: si usano con due pezzi di legno, generalmente ricavati dai manici di una scopa, uno di circa 15 cm con le estremità appuntite, l'altro lungo circa mezzo metro: si traccia a terra un cerchio e, da una certa distanza, si cerca di lanciare il pezzo di legno piccolo nel cerchio stesso. La tecnica consiste nel colpire con il pezzo lungo il pezzo piccolo su un'estremità per farlo saltare (questo il motivo delle estremità appuntite), quindi, prima che ricada al suolo, colpirlo nuovamente per lanciarlo nel cerchio. Una variante del gioco consiste nel lanciare il pezzo piccolo quanto più lontano possibile; (un'altra prevede di colpire indifferentemente con il pezzo lungo o corto il primo extracomunitario di passaggio).

A Brescia ci sono 2.200 pachistani residenti oltre a 1.200 cittadini del Bangla­desh e 1.000 dello Sri Lanka, tutti appassionati al cricket (immagino che quando gli inglesi portarono la civiltà nelle colonie, non imposero questo sport con la forza, forse bandendone altri popolari, ma magari mi sbaglio). Per par condicio pubblico anche le parole di Sayad Shah, por­tavoce dei pachistani di Bre­scia: ...fan­no di tutto per render­ci difficile il raggiungi­mento dei nostri diritti fino a farci desistere. Per il cricket abbiamo più volte chiesto che ci mettessero a disposizione un’area, non ci hanno mai ri­sposto.

Qui la notizia completa.

di arancioeblu, domenica, 24 maggio 2009 alle 14:03 | link | commenti (3)
in: sport, attualità, bleah

Li abbiamo ridotti, in poltiglia

Nel pieno di una crisi di nervi, hanno perso il loro noto "stile". Hanno esonerato l'allenatore a due partite dalla fine, come avrebbe fatto un'Inter qualsiasi alcuni anni fa.

Il nuovo corso potrebbe prevedere un allenatore un toscano piagnone, un presidente con probemi di setto nasale (ma la decisione non "aspetta" a lui), un difensore campione del mondo bollito che la tifoseria non vuole, ma quelli non volevano neppure Dejan Stankovic (gente che di calcio ne capisce).

Beh, sapete che vi dico? Che con sta storia dello "stile" ci hanno davvero rotto le palle.

di arancioeblu, martedì, 19 maggio 2009 alle 09:04 | link | commenti (2)
in: sport, attualità, io