Baricentro
Durante un lungo viaggio in macchina si ascolta della musica e si fanno discorsi profondi, inutili, lunghi, interrotti, interessanti, noiosi; qualche volta si scopre qualcosa in più di sé. Mentre sabato andavamo in Valtellina il consorte ha riesumato la musica che ascoltava "da ragazzo" ed è partito uno scambio di opinioni musicali, volte a dimostrare che io non ne capisco praticamente niente, mentre lui è un "espertone".
Solo perchè ascoltando Jethro Tull mi sono permessa di dire che dopo il rinascimento nessuno fa più musica con il flauto, che odio le tastiere e che David Bowie non l'ho mai sopportato, mi sono sentita ribattere che la mia idea di musica ruota intorno agli addominali di Poggipollini.
Al momento ci ho riso sopra, poi stasera ho guardato il DVD del concerto dell'Arena, gentilmente omaggiatomi da un amico. E ho scoperto che c'è del vero e di più: in realtà la mia idea di musica ruota intorno al sorriso di quest'uomo.
Nota: questo post è anche un tentativo per rivitalizzare il tag "opere di bene" ingiustamente a lungo trascurato.
di arancioeblu, venerdì, 10 luglio 2009 alle 00:41
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Gay si, no, forse

Comunicato Arcigay 28.01.09 ore 15.00
Leggiamo su diversi blog e siti gay di un articolo della rivista francese Numéro Homme, nel quale durante un'intervista, il grande ballerino Roberto Bolle dichiara di essere gay.
Il giornalista si informa se abbia o meno accettato la propria omosessualità e Roberto risponde di sì, commentando che però in Italia è necessaria la riservatezza, a causa del potere conservatore della Chiesa.
Comunicato Bolle ore 19.00
"Sono molto dispiaciuto di tutta la bagarre che è nata da un'intervista che ho rilasciato alla rivista francese lo scorso autunno. In realtà la mia dichiarazione riguardo l'argomento della omosessualità è stata completamente travisata e decontestualizzata, a causa probabilmente anche della mia non perfetta padronanza della lingua".
"Non ho mai parlato della mia sfera privata - afferma Bolle - e non intendo iniziare ora, per cui la notizia del mio presunto "outing" non corrisponde a verità. Come è ormai risaputo, non amo parlare della mia vita privata e non rilascio mai dichiarazioni sulla mia sessualità e su quella di terzi e non credo che questo faccia parte dei "doveri sociali" degli artisti e dei personaggi pubblici. Rimane la mia simpatia e il profondo rispetto per le persone omosessuali.
Quello affrontato con il giornalista era un argomento generale e non personale."
"Rimango sempre stupito nel constatare come tutto quello che è gossip e fantagossip viaggi più veloce delle notizie che riguardano invece la cultura e l'arte, che sono invece gli unici argomenti di cui amo parlare e di cui mi faccio portavoce"

Sa volare, è bello, bravo, impegnato, di successo.
Se fosse anche sincero sarebbe quasi perfetto
di arancioeblu, giovedì, 29 gennaio 2009 alle 09:43
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Gennaio
M. dice che gennaio è un mese di merda. Un po' ha ragione, perchè in gennaio ha perso tante di quelle cose e di così grandi che non si può darle torto. Me lo dice quasi scusandosi e aggiunge mi dispiace, perchè è il mese del tuo compleanno, ma spero finisca presto.
Un po' sentendomi fuori luogo, un po' sperando di poterla veder sorridere, ieri le ho detto che gennaio è si un mese di merda e che spero anch'io finisca presto.
...ne riparliamo il 30 gennaio
di arancioeblu, lunedì, 19 gennaio 2009 alle 10:43
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di arancioeblu, venerdì, 19 dicembre 2008 alle 14:38
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in: film, opere di bene, io , belli punto e basta
Come l’acceleratore protonico
Non ricorderò il concerto del Liga all’Arena di Verona come il peggiore, ma non posso dire che l’esperimento di mescolare orchestra e rock mi sembri riuscito.
Perché poche canzoni si prestano davvero a un riarrangiamento in chiave sinfonica, mentre la sensazione provata abbastanza spesso è che l’accompagnamento orchestrale fosse una specie di orpello o una frangia, una balza, non la parte integrante e strutturale dell’abito.
Forse bisognerebbe saperne di più di musica, o avere lavorato di più sul progetto. O forse, più banalmente, non ho colto l’essenza del concerto.
Per quanto abbiano provato a dare spazio ai 70 maestri di musica, ad amalgamare l’ingresso graduale della band nello spettacolo, il primo assolo di batteria è stato devastante. Perché, al di là della curiosità di questo concerto, è difficile andare a un spettacolo del Liga senza aspettarsi di schizzare in piedi, e urlare, fare i gesti che si ripetono sempre uguali ogni volta, e ballare, e saltare, e fare tutte quelle cose per cui, oggi, la schiena chiede pegno.
Non credo che l’Arena sia il posto giusto per il rock: i posti sono assegnati, platea e gradinate sono interrotte da vie d’accesso e di fuga, è il luogo dove si può portare un bambino di otto anni, certi che non ci saranno problemi di spinte o schiacciamenti.
Quando si è vista la lirica all’Arena, o la sinfonica, o anche uno spettacolo di danza, risulta difficile viverci un concerto rock. Io per esempio mi sentivo contratta, quasi in soggezione; nonostante la cornice stupenda non sono riuscita a sentirmi parte di un abbraccio. Del resto l’Arena non è San Siro.
Un paio di amiche hanno ascoltato un pezzo dal cellulare, a qualcuno ho ricordato quando Non è tempo per noi ci sembrava scritta per noi. La piccola Adele si è sentita il suo primo Viva! live. E scusate se è poco.
Si sono vissuti momenti di bello spettacolo, con la danza che entra per la prima volta con lui su un palco, di arrangiamenti nuovi, con Viva! suonata dall’orchestra e dalla banda in un crescendo di elementi che si inseriscono, di esaltazione collettiva (Balliamo sul mondo, Urlando contro il cielo, Tra palco e realtà, Questa è la mia vita continuano ad essere molto coinvolgenti), e di commozione finale con le foto che scorrono in Buonanotte all’Italia.
È chiaro che quando uno non ce la fa più a sostenere i ritmi del rock, aggiunge contorno, ma non lo trovo scandaloso: del resto invecchiare fa parte della vita.
Detto questo, uno che inizia il concerto cantando Sono qui per l’amore, per le facce curiose che fa, ha capito chi ha davanti.
Detto questo, il Liga che viene sotto la tribuna, proprio lì a portata di mano, sfodera il sorriso con cui fa male e allarga le braccia come a dire Vieni qua che ti faccio vedere com’è questo pezzo di mondo, beh, a me quel Liga lì continua a far sangue.
di arancioeblu, venerdì, 03 ottobre 2008 alle 15:43
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Conversazioni

A Porta Mascarella* c’è un parco pubblico.
È un bel pomeriggio autunnale, ma caldo, bella luce. Sono su una panchina a leggere, quando mi accorgo che stanno tagliando uno degli alberi secolari, dalla parte opposta. Mi chiedo chi lo faccia e perché, quando appare George Clooney che si trascina il tronco. Devo costruirmi una canoa** - mi dice.
Conversiamo amabilmente, di evoluzione, di post darwinismo, di biologia dello sviluppo; finché gli faccio presente che Mi dispiace molto, ma adesso devo proprio andare. - È stato molto piacevole, ci vediamo***.
Abbraccio, bacio****.
Sveglia.
*a Porta Mascarella c’è una vecchia porta in ristrutturazione e sempre, ma proprio sempre, un gigantesco ingorgo di macchine e autobus.
** ho visto un documentario sulle popolazioni amazzoniche qualche pomeriggio fa. Si costruivano canoe dai tronchi.
*** Ci vediamo è una classica espressione di saluto bolognese, non necessariamente poi ci si vede davvero. Un intercalare più che una promessa.
**** bacio pudico sulle labbra. Ma pur sempre bacio con George Clooney.
di arancioeblu, domenica, 28 settembre 2008 alle 14:53
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