home | chi sono | contattami | rss feeds | bauscia

Avviso ai naviganti

Se non riuscite a commentare su splinder, fate così: http://soluzioni.splinder.com/post/21747691/Soluzioni+per+postare+commenti e alla fine CTRL+F5

di arancioeblu, lunedì, 23 novembre 2009 alle 15:27 | link | commenti
in: attualità, io , blogaltrui

Impara l'arte e mettila da parte

Ho un'amica che si diletta con matite e pennelli. Beh, per la verità è più che un dilettarsi: ha illustrato dei libri naturalistici, decorato pannelli, stampato calendari. Per me che a stento reggo in mano una matita lei è una specie di Michelangelo. Come se non bastasse, sa anche tagliare e cucire abiti per sé e per sua figlia. Io con ago e filo ho sempre e solo saputo farmi del male.

Ha una vita abbastanza movimentata: un compagno tuttofare, una figlia di due anni tarantolata, un numero imprecisato di gatti, alcuni animali da cortile e, per bilanciare, un adolescente che gira per casa con la velocità del bradipo. Un paio di settimane fa qualcuno è caduto dalle scale  mentre reggeva una bottiglia di vino rosso: il muro, un bel giallino dipinto da poco, si è riempito di macchie e schizzi, ma lei ha saputo trasformare un disastro in una decorazione originale. Qui sotto avete un assaggio del risultato, mentre qui potete vedere il resto.

di arancioeblu, venerdì, 23 ottobre 2009 alle 17:51 | link | commenti (2)
in: cosedicasa, blogaltrui

Affinità

 

Mario Balotelli è ghanese di origini, adottato a 2 anni da una coppia di bresciani, ora, raggiunta la maggiore età, è italiano, anche se a un sacco di gente questa cosa non va giù.

 Samuel Eto'o di padri ne ha due. Uno è quello naturale, genetico: il suo nome è Jona Okwa ed è stato sposato con tre donne, la prima delle quali diede alla luce Samuel il 10 marzo 1981. Il secondo è quello calcistico: nel villaggio di Kumba, in Camerun, un uomo chiamato Eto'o prese sotto la sua ala quel ragazzino destinato a diventare un fuoriclasse del calcio mondiale.

Mi piace questa coppia davanti: che Mario impari da Samuel, che Samuel continui a fare quello che sa.

Nessun rimpianto per il nasone: ok, è stato determinante nelle ultime due annate, ma quest'anno (visto che LUI voleva andarsene e quando uno non vuol restare l'unica cosa ragionevole è lasciarlo andare alle condizioni migliori per la società) avrebbe giocato con sufficienza, insofferenza, svogliatezza e con l'indisponenza di cui sa essere maestro. A queste condizioni, davvero, nessun rimpianto.

di arancioeblu, venerdì, 24 luglio 2009 alle 12:54 | link | commenti
in: inter, attualità, io , blogaltrui

Arriva ElastiClaudia!

Sabato 14 ore marzo 11,30

Libreria Trame, via Goito 3/c - Bologna 

di arancioeblu, martedì, 10 marzo 2009 alle 11:11 | link | commenti
in: libri, io , blogaltrui

Roberto

http://segnaleorario.splinder.com/post/18727790/Italiani

http://claudiocaprara.ilcannocchiale.it/2008/10/15/la_scelta_di_roberto_saviano.html

http://rudi.splinder.com/post/18736504

di arancioeblu, giovedì, 16 ottobre 2008 alle 11:42 | link | commenti
in: attualità, bleah, io , blogaltrui

Anniversari...

http://alex321.splinder.com/post/18270007/.%3A+Incubi+%3A.

di arancioeblu, giovedì, 04 settembre 2008 alle 12:37 | link | commenti (1)
in: attualità, bleah, io , blogaltrui

Non solo mani

Raramente Taribo ed io leggiamo le stese cose, ma abbiamo una bella abitudine: quella di leggerci vicendevolmente i brani più belli, quelli che per qualche motivo ci colpiscono.

 

Qualche giorno fa, ho notato che con il passare del tempo le mie mani somigliano sempre più a quelle di mia mamma e di suo padre, mio nonno (dal quale ho ereditato anche la manualità, la passione e l’attenzione per l’ambiente).

Mentre facevo questi pensieri e associavo le mie mani al tempo che passa, Taribo mi legge un brano di Saul Bellow (in Herzog, 1967), che mi fa trasalire:

“Quando furono nella luce più forte dell’ala della casa rivolta verso il mare, Herzog constatò che Libbie stava straordinariamente bene, sembrava felice, aveva il viso abbronzato e liscio. Sulla bocca portava un rossetto color papavero, al polso braccialetti di magli dorata, al collo una pesante catena d’oro. Era un po’ invecchiata – doveva avere, trentotto, trentanove anni, all’apparenza, ma i suoi occhi scuri, accostati, che le davano uno sguardo fluido e assorto (aveva un bel naso, delicato), non li aveva mai visti così limpidi. Era in quel periodo della vita quando comincia l’azione più tarda dell’ereditarietà, quando traspaiono le imperfezioni degli avi – una macchia, o l’approfondirsi delle rughe, che in un primo momento accrescono invece di diminuire la bellezza della donna. La morte, artista lentissima, che dà i primi tocchi”.

di arancioeblu, martedì, 15 luglio 2008 alle 12:53 | link | commenti
in: libri, cosedicasa, io , blogaltrui