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Ciao sono S., come va?

 

Potrebbe essere l'inizio di una telefonata come tante, ma l'amico S. soffre della nostra stessa malattia, quella nerazzurra.

L’amico S. domenica va a San Siro e ha comprato i biglietti per le due figlie. Una di loro però ha una festicciola e gli dà buca. Lo sapevamo da una settimana, ma non ci avevamo mai pensato seriamente, credendo che alla fine avrebbe preferito una partita di calcio a una festa di compleanno (quale ragazzina sceglierebbe diversamente?)

Ridendo e scherzando S. la butta lì Non posso cambiare il biglietto perché è ridotto, posso fare solo il cambio di persona, ma per lo stesso sesso. Non mi danno un biglietto adulto nemmeno se pago la differenza. Vieni tu? Dai scherzo, non voglio metterti in difficoltà, però è un peccato buttare via un biglietto, e così via a istigare…

Taribo non ha dubbi: VAI!

Io mi sento un po’ in colpa (tipo 3 minuti), lui è a Torino a presentare un libro, io me ne vado a San Siro. Ma lui insiste davvero.

Vabbé, deciso, vado.

 

A prescindere dalla felicità e dall’agitazione che mi morde lo stomaco da ieri sera e che passerà solo domenica pomeriggio (forse), non so se essere contenta o offesa dal fatto che i bambini e le donne paghino lo stesso prezzo.
scritto da arancioeblu, venerdì, 09 maggio 2008 alle 14:49 | link | commenti (1)
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