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33 anni fa

 

Nonostante il calendario dicesse 28 maggio, il cielo coperto e una pioggia insistente facevano pensare a un inizio d’autunno, più che a una primavera inoltrata. “Con questa pioggia… Magari vado lo stesso, mi metto sotto i portici, vicino a Tadini e Verza”. Alla fine non ci andò. Mio padre è un po’ meteoropatico. Sotto i portici, vicino a Tadini e Verza, c’è una fontana e un cestino per i rifiuti. Dentro un chilo di tritolo. L’esplosione si sentì da casa mia, e mia madre, sul balcone a stendere il bucato, pensò che era strano quel boato, che sembrava un tuono, ma non c’era temporale.

 

8 morti e 103 feriti, morti e feriti di una strage senza colpevoli.

  

Avevo 4 anni e di quel giorno non ho ricordi di prima mano.

I miei primi ricordi sono di qualche anno dopo, avrò avuto una decina d’anni. In un condominio accanto al mio viveva un ragazzo ‘politicamente impegnato’ che una sera d’estate in cortile montò un telone, un proiettore e trasmise il filmato di quel 24 maggio. Il boato e le parole del sindacalista Compagni state calmi, portatevi all’interno della piazza, sono ancora vive, così come le immagini. Fu la prima vera esperienza traumatica della mia infanzia. Sentivo la voce di mia mamma che mi chiamava per farmi rientrare a casa e sottrarmi a quell’orrore, ma io ero incapace di muovermi, immobile, pietrificata davanti a quei corpi massacrati e alle urla dei feriti. Per settimane trovarono pezzi di corpi sui tetti, smontarono persino I Macc de le ure, per pulirli, le due statue di bronzo simbolo della piazza, che battono le ore.

 

Porto sempre chi non è di Brescia in Piazza della Loggia: è una bella piazza grande e luminosa, ma a me, anche se c’è il sole, sembra sempre grigia e piovosa, e piena di morte.

di arancioeblu, lunedì, 28 maggio 2007 alle 10:25 | link | commenti (5)
in: luoghi, attualità, io