Lo spazio bianco – Francesca Comencini, 2009
Lo spazio bianco è quello che si lascia quando si scrive un tema se non si riesce ad andare avanti, allora ci si prende una specie di pausa di riflessione e si ricomincia oltre.
È lo spazio asettico in cui un gruppo di madri veglia i propri figli nati prematuri, chiedendosi se nasceranno o moriranno.
C’è Maria, insegnante di italiano alla scuola serale, una donna sola che in una Napoli stranamente silenziosa e quasi disabitata inizia una storia d’amore, e che da sola affronta prima la gravidanza e poi l’attesa di una figlia nata tre mesi troppo presto. Pochissimi dialoghi, molti i primissimi piani e i dettagli. Ci sono la speranza e la rassegnazione, la disperazione, il senso di impotenza, la gioia, l’invidia e un po’ di amicizia fra le protagoniste e fra loro e chi le osserva dietro la macchina da presa e in sala.
Bella la storia di amicizia fra Maria e il collega insegnante: un’amicizia che potrebbe diventare altro e liberare Maria dalla solitudine, ma se ne accorgono solo gli spettatori perché Maria non è libera.
È un film che non ricorre a scene drammatiche per coinvolgere lo spettatore e che lo lascia in sospeso, facendogli provare l’incertezza delle cose. Si ha l’impressione che il tempo passi ma non trascorra, come correndo su un tapis roulant.
Difficile capire perché la Coppa Volpi a Venezia non sia stata assegnata a Margherita Buy, davvero brava in questo ruolo dove facilmente avrebbe potuto essere isterica, disperata e straziata. In questo credo che Francesca Comencini abbia saputo indirizzarla verso un’interpretazione meno viscerale ma più intensa, emozionante e matura.
di arancioeblu, venerdì, 30 ottobre 2009 alle 16:42
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in: film
Cose da vedere...

È una New York reale, immaginata o solo intuibile il tema della mostra fotografica che anche quest'anno l'associazione F45 propone allo Zò Caffè di Bologna. I quattro fotografi - Autiero, Dell'Uva, Giordani e Quartapelle - esibiscono circa 16 stampe di grande dimensione in bianco e nero e a colori. Fino al 9 novembre Zò Caffè, via Berti 15/B Bologna
...e da ascoltare
La paura dentro e fuori di noi: è un ciclo di incontri in cui si discute, tra storia e antropologia, sociologia e arte (e la letteratura in particolare), delle emozioni legate alle paura e di come questa sia stata utilizzata, dai secoli scorsi fino ai nostri giorni, al fine di provocare una reazione emotiva individuale e collettiva. Dal 27 ottobre al 15 dicembre, Sala dell'Aquila, via Galliera 26 - Bologna. Qui il programma.
di arancioeblu, venerdì, 30 ottobre 2009 alle 12:08
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in: attualità , io
Quanto fa 4+4?
4 mele marce ricattano Marrazzo...
4 mele marce portano le molotov dentro la Diaz....
4 mele marce trasformano in una macelleria messicana la Diaz (l'espressione non è mia, è di Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 del 2001 a Genova vicequestore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma)...
4 mele marce torturano per ore alla caserma Bolzaneto...
4 mele marce uccidono di botte Federico Aldrovandi...

di arancioeblu, mercoledì, 28 ottobre 2009 alle 09:23
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Atto II
Sarà stato perché alle 14.00 partiva la moto GP, sarà stato perché a quell’ora si è ancora a tavola, ma poco fa a votare non c’era nessuno.
Sono stati affissi 4 cartelli: DONNE A-L, DONNE M-Z (rosa); UOMINI A-L, UOMINI M-Z (blu).
Volendo, al piano di sotto, si può anche firmare per l’istituzione del registro per il testamento biologico.
Se il futuro si vede anche dalle piccole cose, allora c’è speranza (forse).
di arancioeblu, domenica, 25 ottobre 2009 alle 14:29
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in: attualità , io
Atto I
Una settimana prima delle primarie del PD arriva a casa un pieghevole che informa in quale seggio votare. Stamattina vado a quel seggio e un cartello mi informa che devo andare da un’altra parte, 50 metri indietro. E vabbé.
Salgo una ripida scala, non ci sono ascensori o scivoli, non sono disabile. E vabbé.
Con me c’è mio papà, che non è residente a Bologna e che è da noi per qualche giorno. Non si è registrato preventivamente, chiede se può votare qui: non può. E vabbé.
C’è una lunga fila, doppia. Nessun cartello, nessuna informazione, solo un addetto che chiede chi non è residente. Dopo un buon 10 minuti di fila ci informano che una fila è per gli uomini e una per le donne. Piccola rivolta delle donne nella fila sbagliata: Ma non potevate dircelo prima? E poi che si fa? Ci inseriamo nella fila delle donne, facendo di fatto un torto a quelle dietro, o ricominciamo la fila dal fondo? Mettere due A4 con la scritta DONNE e UOMINI no? Troppo difficile. Forse non si aspettavano tanta gente, forse preferiscono che non ci sia troppa gente. E vabbé.
Ma un partito che ha l'arroganza di ritenersi migliore degli altri, che si candida a governare il paese e che non sa organizzare le proprie primarie, sinceramente, mi fa scappar da ridere (o da piangere). Mi sembra un partito fatto apposta per allontanare, anziché avvicinare anche gli ipotetici simpatizzanti. E mi torna in mente una battuta sentita a Parla con me: simpatizzanti? Ma simpatizzanti de che? Stiamo sul ca**o a tutti!
Sono uscita senza votare; forse torno oggi, se mi passa il nervoso.
di arancioeblu, domenica, 25 ottobre 2009 alle 11:19
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Ho deciso
Se c’è una speranza di cambiamento per questo paese è che il PD scompaia o, in alternativa, si rafforzi.
Stanca di essere fuori dai parlamenti Italiano ed Europeo e pure dai consigli Provinciale e Comunale (e in attesa di essere fuori anche da quello Regionale), ho deciso che andrò a dare il mio voto inutile alle primarie del PD, partito per il quale non ho mai votato, ma nel quale tocca pur riporre delle speranze.
È ridicolo che un non iscritto a un partito possa eleggere il segretario (cioè, se io fossi iscritta al PD mi girerebbero, e non poco), ma non vedo perché non sfruttare questa possibilità per dare un segnale.
Se c’è una speranza per il PD può essere solo in Ignazio Marino.
E se Marino, pur perdendo, otterrà un consenso significativo, qualcuno dovrà chiedersi se assistere all’ennesima frattura o se provare a capire quelli che stanno “fuori” dal partito; ossia buona parte di quelli che di questo PD, che non sa fare proposte chiare né un’opposizione seria, non sanno proprio che farsene.
di arancioeblu, sabato, 24 ottobre 2009 alle 18:51
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in: attualità , io
Impara l'arte e mettila da parte
Ho un'amica che si diletta con matite e pennelli. Beh, per la verità è più che un dilettarsi: ha illustrato dei libri naturalistici, decorato pannelli, stampato calendari. Per me che a stento reggo in mano una matita lei è una specie di Michelangelo. Come se non bastasse, sa anche tagliare e cucire abiti per sé e per sua figlia. Io con ago e filo ho sempre e solo saputo farmi del male.
Ha una vita abbastanza movimentata: un compagno tuttofare, una figlia di due anni tarantolata, un numero imprecisato di gatti, alcuni animali da cortile e, per bilanciare, un adolescente che gira per casa con la velocità del bradipo. Un paio di settimane fa qualcuno è caduto dalle scale mentre reggeva una bottiglia di vino rosso: il muro, un bel giallino dipinto da poco, si è riempito di macchie e schizzi, ma lei ha saputo trasformare un disastro in una decorazione originale. Qui sotto avete un assaggio del risultato, mentre qui potete vedere il resto.

di arancioeblu, venerdì, 23 ottobre 2009 alle 17:51
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