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Verso il 16 settembre

Questo gesto lo ricordiamo tutti

Sarebbe il caso che gli intelligentoni che erano a San Siro quella sera e che hanno intenzione di sostenere l'Inter nei prossimi incontri col Barcellona, ricordassero che cosa c'è stato prima di quel gesto. C'è stata una partita incolore, di quelle per cui non rimpiangeremo Ibra. Ci sono stati fischi, insulti e rimbrotti. E Ibra è uno di quello che con fischi, insulti e rimbrotti si carica.

Ecco. Se gli intelligentoni proprio non riusciranno ad applaudirlo per riconoscenza, almeno evitino di motivarlo fischiandolo: non vorrei mai vederlo ripetere quel gesto verso la stessa curva, ma con la maglia blaugrana.

di arancioeblu, venerdì, 28 agosto 2009 alle 10:39 | link | commenti
in: inter, io

Chapeau

Mi inchino davanti all'intelligenza superiore di una persona che parcheggia irregolarmente

qi

avendo a disposizione tutto questo spazio (e oltre)

di arancioeblu, giovedì, 27 agosto 2009 alle 10:20 | link | commenti (7)
in: cosedicasa, bleah, io

Somatizzo

Sono a Milano, su un tram guidato da Roberto Maroni.

Devo prendere un treno e sono in ritardo, ma la città è bloccata: la Milano con i colori sbagliati sta festeggiando lo scudetto.

Incubi da prima di campionato.
di arancioeblu, lunedì, 24 agosto 2009 alle 09:00 | link | commenti
in: inter, attualità, bleah, io , fra le braccia di morfeo

Carlo Lucarelli, L’estate torbida – 1991

Il secondo episodio della trilogia del commissario De Luca è ambientata nel ’45 in provincia di Ravenna. Ci viene detto che De Luca, sotto falso nome, viene da Bologna e sta andando a Roma per lavoro, ma forse è solo la copertura di un uomo inserito nelle liste del CLN, che scappa dalla giustizia o forse da se stesso.

La guerra è finita, ma in giro si vede sempre la stessa gente di prima e qui e a Roma ci sono ancora le stesse facce da culo o da prete. C’è chi parla di normalizzazione, chi pensa che le cose cambieranno, ma con il sistema giusto, chi è convinto che il sistema giusto sia quello che tiene attaccato in vita, dentro una fondina.

De Luca indaga su un omicidio (una storia di gioielli rubati, di arricchimenti veloci e di segreti), perché ricattato dal brigadiere Leonardi, che identifica in lui il più brillante investigatore della polizia italiana, quello che per tutti era un mito, conosciuto nel corso per agenti a Genova, quello ricercato dal CLN. Leonardi ritiene però preferibile dire che quello sconosciuto è un ingegnere in viaggio di lavoro, e sfruttarne le capacità investigative, l’intuito, la conoscenza delle procedure, per imparare un po’ di quel lavoro che ha sempre sognato di fare per avere qualche carta da giocarsi nel futuro che si sta delineando.

Leonardi è il classico personaggio che prova a trarre il massimo beneficio dalle situazioni, senza infastidire nessuno, senza toccare i poteri forti, cha annaspa quando costretto a scegliere davanti a un bivio; poi c’è un insieme di personaggi minori, tipici di una certa rappresentazione caricaturale e a tratti parossistica (quello che ammazza i maiali, il barbiere a cui non sfugge niente di quello che accade in paese, quello che non c’era, non ha visto e non sa). E poi c’è il mito Learco Padovani detto Carnera, uno che ha fatto cose incredibili durante la guerra e ha ammazzato più tedeschi lui della Quinta americana, uno che tutti temono e che nessuno vuole inimicarsi. È il personaggio forte contro il quale si scontra De Luca, in un duello fra bicchieri di vino, chiacchiere da osteria, uomini che tornano dal fronte russo e voglia di ricominciare.

 

C’è un solo personaggio femminile: è Francesca, ufficialmente la donna di Carnera, detta la Tedeschina perché le piacevano troppo i crucchi. Lui le ha fatto tagliare i capelli alla maschio dopo che è stata con un tedesco e le ha imposto un fazzoletto in testa. Fazzoletto che, ostinatamente e ostentatamente, lei rifiuta di indossare. È una ragazza giovane, forse bella, ma con la durezza negli occhi di chi spennando la gallina che appena sgozzato dice Io ho visto polli e uomini morti e non mi fa impressione niente. È una che fa quello che le pare e che nessuno comanda, neanche Carnera. E se può fare qualcosa per ingelosirlo è ben felice di fargli rabbia.

In quell'estate torbida piena di umanità finalmente liberata dalla guerra, che vive di espedienti e di soluzioni rimediate parteggiando ora per l’uno ora per l’altro, a seconda di chi sembra possa garantire un futuro, Francesca è l’unica persona pulita, sincera, coraggiosa, capace di sentimenti schietti. L’unica davvero libera.
di arancioeblu, sabato, 22 agosto 2009 alle 18:30 | link | commenti
in: libri

Siamo molto fortunati perchè possiamo dire di averlo visto

di arancioeblu, giovedì, 20 agosto 2009 alle 21:20 | link | commenti (1)
in: sport, io , belli punto e basta

Cosa passa per la testa di Cholo?

di arancioeblu, giovedì, 20 agosto 2009 alle 13:06 | link | commenti (2)
in: gatti, cosedicasa

Bossi in salsa pachistana

A metà di via Irnerio c’è un fruttivendolo pachistano.

Ha cose buone, ma non ci vado spesso perché non è lontano, ma nemmeno sotto casa. Stamattina passavo di là e sono entrata.

Lui è un bel ragazzo alto, moro, pelle d'ambra, occhi profondi e un sorriso bianchissimo che fa rabbia a qualsiasi dentista, e con quel sorriso serve i clienti. Non c’è molta gente in giro, Bologna è ancora deserta, non so quante persone abbia visto oggi, ha voglia di scherzare e di chiacchierare; mi domanda se sono già finite le ferie, io gli dico che praticamente non le ho fatte e lui mi chiede se è la crisi. Gli rispondo che quest’anno è andata così e lui ribatte: E allora come li hai spesi tutti i ba**ju? (parola incomprensibile). Io la guardo attonita e lui col più splendente dei sorrisi chiarisce: Bossi ha detto che bisogna parlare dialetto e io parlo dialetto!

Me ne sono andata ridacchiando e pensando: altro che 'bingo bongo' e 'vuccumprà', questi la sanno lunga.
di arancioeblu, giovedì, 20 agosto 2009 alle 12:59 | link | commenti
in: attualità, io