Cominciare bene l'anno nuovo

LA MACCHINA DEL CAPO
Racconto di Capodanno
Giovedì 1° gennaio 2009 ore 21:00 in diretta televisiva su LA7
Una speciale serata tratta dai primi spettacoli teatrali, gli Album. Un racconto divertente, intimo e a tratti commovente, dedicato al dialogo tra generazioni e che parla anche all’infanzia.
Ho preso le storie più vecchie che ho raccontato. Le ho prese dai primi Album, quelli su cui ho imparato questo mestiere che viene dal teatro, il mestiere di raccontare storie. In quei lavori ho imparato a dosare i personaggi e a mescolarli con il filo della storia, a interpretare e narrare insieme.
Ho ricombinato le storie vecchie con episodi nuovi che ho cominciato a scrivere un anno fa. E Lorenzo Monguzzi (dei Mercanti di Liquore) mi accompagna in questo esercizio. Narro di infanzia non protetta da cordoni sanitari di adulti, di primo giorno di scuola, di campetti di periferia, di viaggi in treno e di vacanze avventurose. Narro di un bambino di 10 anni e della sua fretta di crescere. Narro non per nostalgia, ma per divertimento, per chi c’era già e si ricorda i dettagli e per chi è nato dopo e si diverte alla storia.
PADOVA, EX TRIBUNALE
Martedì 30, mercoledì 31 dicembre 2008 ore 18:00
e giovedì 1° gennaio 2009 ore 21:00 in diretta televisiva su LA7
di arancioeblu, martedì, 30 dicembre 2008 alle 09:59
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L'Italia nella morsa del freddo

di arancioeblu, lunedì, 29 dicembre 2008 alle 11:52
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Archivi
Taribo avrebbe dovuto fare il bibliotecario, perché archivia tutto.
L’arrivo dei “miei” libri ha creato un certo scompenso nelle librerie di casa: si sa i manuali sono voluminosi, ingombranti, in formati strani, spesso (se escludiamo la narrativa) il mio contributo è in termini di tomi che contengono informazioni e illustrazioni di animali che Taribo definisce “schifosi”.
Ma, converrete con me, l’inserimento dei “miei” titoli nel file archivio ha portato una ventata di colore fra i titoli ammuffiti e polverosi di una biblioteca eccessivamente politicizzata o sportiva.
Scorrendo l’elenco, rigorosamente organizzato in ordine alfabetico, si scopre che fra Chandler e Chatwin si è inserito The natural history of Otters, che dopo Il diario di Anna Frank c’è Atlante di parassitologia, che la biografia di Helenio Herrera è preceduta da Creazione senza Dio e prima di Psicologia di massa del fascismo, fanno capolino Seals and Sirenians.
Qualche altro esempio:
Una ragazza indifferente/Guida dei rettili e degli anfibi d'Europa/Guida al fantacinema
L'amore ai tempi della Bossi-Fini/L'arte di mangiare bene
Nelson Mandela (Biografia)/Les oiseaux marins/Con una certa frequenza. Trent'anni di radio a Bologna
Fausto Coppi/Uccelli del bresciano/Marx a Londra
Il giovane cinema ungherese/Birds of Machu Picchu
Mezzi di comunicazione e modernità/La storia del celacanto/La disobbedienza civile
di arancioeblu, domenica, 28 dicembre 2008 alle 15:18
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di arancioeblu, sabato, 27 dicembre 2008 alle 18:58
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Patrizio Peci, Io l’infame – Sperling & Kupfer 2008
“Bambini è successa una cosa gravissima: le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro. Voi state qui buoni con la bidella, io torno subito”. La maestra, una maestra vecchio stampo, non si era mai assentata, non ci aveva mai lasciato soli con la bidella. Per nessun motivo. Non era mai capitato prima e non capitò più. Doveva essere successo qualcosa di davvero grave.
Facevo la seconda elementare quando sentii per la prima volta parlare delle Brigate Rosse. E da quel giorno “le BR” divennero un nome molto familiare, come quelli dei brigatisti, dei gambizzati e di tutte le altre vittime.
Così quando circa un mese fa mi è capitato per le mani questo “Io l’infame” (edizione aggiornata di quanto già pubblicato nel 1983), ha pensato che fosse tempo di capirci qualcosa di più, dalla voce di uno che ci ha creduto, che ha ucciso, si è pentito, ha denunciato, ha dato il primo colpo alla demolizione delle brigate rosse. Io ho detto tutto, assolutamente tutto quel che sapevo, nomi, cognomi, soprannomi, indirizzi, armi. Tutto… I miei verbali hanno provocato l’arresto di altre settanta persone, una mazzata dalla quale l’Organizzazione non si riavrà mai più… Personalmente questa storia che uno non può cambiare ideali nel corso della vita non la capisco.
Peci è insieme vittima e carnefice e oggi prova a vivere una vita normale. “Normale… so che non potrò mai vivere come una persona normale, il ricordo di quello che si è fatto non si cancella dentro di te. E riguardo al mondo esterno, dovrò sempre stare attento. Fuori dal mondo. È come se per punizione di essere stato fuori dal mondo nelle br, mi toccasse star fuori dal mondo per sempre. Contrappasso, mi sembra lo chiamassero, nella Divina Commedia”.
È una biografia onesta quella che scrive Patrizio Peci, che racconta di terrorismo, della clandestinità, dei problemi quotidiani (lo stipendio, le ferie, le donne), dell’addestramento, dell’essere catturati o del salvarsi per un pelo. Parla di entusiasmi, di errori, di dissociazione, di pentimenti. Ormai ero in crisi. Inoltre, stando ai vertici, mi è apparsa chiara la pochezza dell’Organizzazione nel suo complesso e soprattutto che non riuscivamo assolutamente ad allargare i consensi intorno a noi nelle fabbriche, a infittire le brigate di fabbrica, ad aumentarle. Era la prova del nostro fallimento… Le masse. Le masse operaie. Le masse operaie ci avrebbero seguiti? Eccole lì le masse operaie: le guardie carcerarie; se avessero potuto sarebbero volentieri andate a lavorare alla Fiat; e se gli operai della Fiat non avessero trovato lavoro in fabbrica sarebbero andati volentieri a fare le guardie.
Non ci sarebbe stato alcun coinvolgimento di masse, noi saremmo rimasti sempre gli stessi e quindi, inevitabilmente, saremmo finiti in galera dal primo all’ultimo aspettando che le masse venissero a liberarci fra le vacanze a Riccione e la settimana bianca, fra la tredicesima e la quattordicesima.
Insomma, eravamo sconfitti, militarmente e politicamente.
Racconta anche dei grandi incontri con il giudice Caselli (un vero professionista e un uomo di grande umanità, preparatissimo dal punto di vista ideologico e politico. Mi ha lasciato esterrefatto vedere quanto sapeva e capiva della logica delle brigate rosse), il generale Dalla Chiesa (era un uomo dall’aria severa ma mite, autorevole ma gentile. Non dava nessuna confidenza, ma nemmeno ti faceva sentire una merda), Creso e Picciotto, i due carabinieri che lo hanno pedinato e catturato e dopo il pentimento sono diventati i suoi angeli custodi.
È onesto perché non cerca scuse né attenuanti; non chiede pietà né comprensione. Alcune affermazioni impongono la sospensione del giudizio, ma non arrivano con l’arroganza di chi pretende o vuole convincere di essere nel giusto. Ha sbagliato e pagato: verso lo Stato (ha conosciuto il carcere) verso le br (che gli hanno rapito, seviziato e ammazzato il fratello). Ha vinto un tumore.
Oggi, dopo che è passato un quarto di secolo, e che il tempo ha misurato il peso delle scelte, penso semplicemente questo: non ho rimpianti, non ho rimorsi. Sono felice di avere fatto quello che ho fatto, perché era giusto farlo.
di arancioeblu, sabato, 27 dicembre 2008 alle 18:51
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Verso Natale
Mentre cucinavo il ragù abbiamo scossato un bel po'
Mentre confezionavo gli ultimi pacchi abbiamo scossato un po' (un po' meno, ma in modo chiaramente avvertibile)
Mentre infornavo le lasagne hanno tirato un petardo che pensavo avessero tirato una bomba
I pantaloni per domani sono macchiati: lavaggio d'emergenza
E pare che domani sarà come essere in Siberia
Auguri, a chi passa sempre, a chi passa per caso, a chi non passerà più.
di arancioeblu, mercoledì, 24 dicembre 2008 alle 12:28
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Buon fine settimana

di arancioeblu, sabato, 20 dicembre 2008 alle 15:41
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