Marco scendi, c'è il Mortirolo
Guardo un po' il Giro d'Italia, che in questi giorni passa dalle mie parti (cioè dalle mie ex parti). Guardo con distacco questo sport che meno di tutti gli altri riesce a nascondere lo schifo del doping, e con sospensione del giudizio, perchè ci si affeziona a un ciclista e dopo due mesi, qualche volta anche prima, si scopre che nelle sue vene non scorre solo sangue. Tutto questo raffredda le emozioni. Ma continuo a provare un misto di simpatia e tenerezza per quelli che si commuovono per davvero al traguardo, per quelli che tremano di freddo sulle Alpi, per quelli ai quali, intervistati all'arrivo, fra una parola dialettale e un mezzo strafalcione, c'è sempre il rischio che scappi una madonna.

Lo guardo con un po' di malinconia da quando non c'è più Marco Pantani. Non pensavo che per un atleta come lui, beccato due volte dall'antidoping, sarebbe rimasto tanto affetto, tanti libri e dvd. Anche oggi, come ogni anno, lo spirito del Pirata aleggiava sulle Alpi, sul Mortirolo, nella gente vestita con maglia e bandana gialla, negli striscioni Pantani vive, il più bello è quello che titola questo post.
L'affetto di chi lo ha amato è rimasto lo stesso, anche se una brutta storia di droga, di stupidità e di cattivi consiglieri, lo ha trasformato in un vivo ricordo.
Manzoni non lo sapeva, ma Cadde, risorse e giacque lo ha scritto per lui.
Controcorrente
Affittasi trilocale. Ma solo a romeni
E' quanto recita il cartello affisso sul portone di una palazzina nel centro di Asti. L'iniziativa è di uno psicologo di 56 anni, Roberto Argenta che spiega così il gesto: negli anni 50 la sua famiglia fu costretta ad emigrare in Venezuela, perciò lui ha sperimentato sulla sua pelle cos'è la diffidenza verso lo straniero. E adesso non vuole che la stessa cosa succeda agli immigrati che raggiungono l'Italia.
Verso Euro 2008
Tanti buoni motivi per tifare Spagna (la Spagna è una garanzia di motivi)
Iker Casillas, 27 anni, portiere
Cesc Fabregas, 21 anni, centrocampista
David Villa, 27 anni, attaccante
Daniel Güiza, 28 anni, attaccante
(segue)
Reazione a freddo
Pare che per vincere la Champions si debba volare alto, osare.
Pare che Mourinho abbia queste caratteristiche e Moratti l’ha preso, esonerando chi gli ha fatto vincere tre scudetti consecutivi, chi ha provato a dare regole e serietà a una società zeppa di cattivi consiglieri, risorti con rinnovato vigore da quando una sorte ingiusta e crudele si è portata via Giacinto Facchetti.
Forse l’anno prossimo vinceremo la coppa con le orecchie, Moratti avrà avuto ragione e noi staremo tutti qui a festeggiare.
Forse.
Mourinho non sa niente di calcio italiano, non ci è vissuto e cresciuto dentro, non sa niente della stampa, di vedove e burattini. Magari si ambienterà alla perfezione, qualcuno avrà provveduto/provvederà a spiegargli che aria tira intorno all’Inter.
Si ricomincia, come dopo un fallimento, solo che in questo caso il fallimento non c’è stato.
Mourinho dovrà vincere subito in Europa ed essere competitivo in campionato, come si è chiesto quest’anno a Mancini, altrimenti tanto valeva non prenderlo.
Se fallirà avranno fallito con lui Moratti, il suo infantilismo, la sua incapacità di credere in un progetto a lungo termine, i cattivi consiglieri che sapranno trovare nuove giustificazioni e nuovi colpevoli.
Possiamo solo aspettare.
Auguri Mourinho, auguri Inter.
Piazza Loggia, 28 maggio 1978

Un nuovo processo inizierà il prossimo 25 novembre, perché, con l’accusa di concorso in strage, sono stati rinviati a giudizio Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte, Carlo Maria Maggi, Giovanni Maifredi, Pino Rauti, Francesco Delfino.
Vi propongo una piccola biografia dei sei personaggi:
“Delfo Zorzi, nella notte di capodanno del 1969, confidò a me e a Giancarlo Vianello che la strage di Piazza Fontana non era stata compiuta dagli anarchici. Ci fece capire che era opera nostra, di Ordine Nuovo, e che lui c’entrava direttamente. Alle nostre perplessità circa le vittime innocenti, rispose che dovevamo superare ogni compassione. Il sangue versato doveva essere considerato come il concime per il movimento fascista che avrebbe riscattato l’Italia e l’Europa”. Queste le parole pronunciate da Martino Siciliano quasi alla conclusione della sua lunga deposizione davanti alla 2° Corte d’Assise d’Appello, nel processo per la strage di Piazza Fontana. Siciliano, nel 1969 stava insieme a Zorzi nella cellula di Mestre di Ordine Nuovo.
Maurizio Tramonte, esponente di Ordine Nuovo ma anche confidente del SID con il nome in codice di “fonte Tritone”.
Carlo Maria Maggi, esponente di Ordine Nuovo.
Un informatore del SISMI disse che Maggi (indagato anche per la bomba in Piazza Fontana) gli spiegò che l'attentato non doveva rimanere un fatto isolato perché il sistema va abbattuto mediante attacchi continui che ne accentuino la crisi. L' obiettivo è di aprire un conflitto interno risolvibile solo con lo scontro armato.
Giovanni Maifredi, autista del ministro dell'Interno dell'epoca, ma soprattutto uomo dei servizi segreti inserito da Delfino (vedi sotto) in Ordine Nuovo.
Pino Rauti, Giuseppe Umberto Rauti, detto Pino, nasce a Cardinale (Cz) nel 1926. A 20 anni fonda, insieme a Giorgio Almirante, il Far, primo partito neo fascista. In seguito aderisce al Movimento Sociale Italiano (MSI), dando vita nel 1954 al Centro Studi Ordine Nuovo.
Nel 1974 è indagato per la Strage di Piazza della Loggia, senza che la magistratura riesca a provare le accuse a suo carico.
Nel 1995, dopo lo scioglimento del MSI e la conseguente nascita di Alleanza Nazionale, fonda Movimento Sociale Fiamma Tricolore, mantenendo fino al 1999 la carica di eurodeputato. Nel 2004, in seguito a diatribe giudiziarie tra componenti del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, viene espulso dal partito e fonda il Movimento Idea Sociale.
È suocero del sindaco di Roma Gianni Alemanno (quando si dice … parenti, serpenti…)
Francesco Delfino
Francesco Delfino è il mio preferito.
Ex generale carabinieri. Cinque anni fa il suo periodo d'oro è stato bruscamente interrotto, con una condanna a tre anni e quattro mesi per truffa aggravata confermata dalla Cassazione. Secondo la sentenza, Delfino avrebbe approfittato del rapimento del suo amico Giuseppe Soffiantini per truffare alla famiglia 800 milioni delle vecchie lire con la promessa di far liberare il sequestrato. Una vicenda che, in qualche modo, lo lega alla strage di Brescia: pochi giorni prima del 28 maggio, a Brescia salta in aria Silvio Ferrari, un giovane neofascista che stava trasportando dell'esplosivo con la sua Vespa. La fidanzata di Ferrari, Ombretta Giacomazzi, aveva allora 17 anni. Alcuni anni dopo Ombretta diventa nuora di Soffiantini. E allora? Allora, secondo alcune testimonianze, quando era morto Ferrari, Delfino aveva arrestato Ombretta, costringendola a testimoniare il falso.
Dopo la strage l’allora capitano Delfino a "scopre" Ermanno Buzzi, una strana figura di fascista e mercante d'arte, che verrà poi ucciso in carcere, depistando l'indagine a lungo.
Figura inquietante, quella di Delfino. Calabrese di Platì, paese ad altissima densità mafiosa, dopo il liceo classico a Locri entra nell'Arma, Scuola Sottufficiali, poi va a Rho. Poi Modena, Accademia Militare, infine Roma, Scuola Ufficiali.
Nel '71 è a Brescia. Maifredi è un suo collaboratore. La sua vita è piena di vicende e uomini che si incrociano con la cosiddetta "Gladio".
Nel 1973, è il leggendario "capitano Palinuro" che partecipa alla riunione milanese in cui si gettano le basi per il Golpe Borghese. È lui che fornisce esplosivi alla SAM, le Squadre Azione Mussolini.
Un pentito calabrese, Saverio Morabito, racconterà che, durante il sequestro di Aldo Moro, in via Fani c'era anche un uomo di Delfino, Antonio Nirta, esponente della 'ndrangheta.
Ai commissari dell'Antimafia, che lo ascoltavano e che gli portavano una serie di testimonianze in cui veniva accusato di essere un uomo della Cia, Delfino rispondeva sgranando gli occhi: "Ma se vengo pedinato dalla Cia! Me ne sono dovuto addirittura andare dagli Stati Uniti".
E ora vi spiego, se tutto il resto non vi è bastato, perché è il mio preferito: ciliegina sulla torta fu lui che ordinò, in tutta fretta subito dopo la strage, di LAVARE LA PIAZZA, PER CANCELLARE TUTTO QUEL SANGUE (non per cancellare le prove come pensate voi, maliziosi complottisti).
LAVARE LA PIAZZA CON GLI IDRANTI, un genio.

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