home | chi sono | contattami | rss feeds | bauscia

Alternative

Stanchi del solito veglione fra amici, cenoni, discoteche e pranzi ipercalorici? Non avete abbastanza risorse per concedervi un Capodanno nei mari del Sud? Volete in ogni caso concedervi qualcosa di VERAMENTE diverso?

Fate come me: due bei giorni di febbre a 39, il 30 e 31 dicembre! Fra l'altro perderete anche i chili di troppo accumulati fra Vigilia, Natale e Santo Stefano e il 2 gennaio sarete in splendida forma per tornare a lavorare!

Buon 2008

scritto da arancioeblu, lunedì, 31 dicembre 2007 alle 15:37 | link | commenti (15)
in: cosedicasa, attualità, bleah, io

Numeri

© Scott Keehn.

foto: http://www.cloudappreciationsociety.org/gallery/

50: il limite massimo di microgrammi di PM10 per metro cubo d'aria stabiliti dalle Direttive UE

35: il numero massimo di giorni/anno in cui il limite può essere superato

109: i giorni in cui nel 2006 Bologna ha superato i limiti

100: i giorni in cui nel 2007 Bologna ha superato i limiti

Di questo passo fra 7 anni, nel 2014, Bologna riuscirà a rientrare nei parametri, sempre che i parametri restino questi e sempre che io sa ancora qui a raccontarvelo. Perchè l'OMS afferma che a Bologna, ogni anno, muoiono 250 persone per smog.

scritto da arancioeblu, domenica, 30 dicembre 2007 alle 10:16 | link | commenti (3)
in: cosedicasa, attualità, bleah, io

Qualcuno

Vengo a sapere, per interposta persona, che un blogger di passaggio si preoccupa per i miei mancati commenti alla strepitosa (scusate, se non riesco a trovare un aggettivo più roboante) stagione dell'Inter.

E' che il Natale a un emigrato come me, scombina un po' le giornate. Quindi state tranquilli, non sono cambiata e continuo a chiedere ogni domenica a Taribo Ma secondo te lo vinciamo lo scudetto? E la champions? (ometto per decenza le sue risposte a metà fra scaramanzia e teorie sui massimi sistemi).

E per dimostrarvi la mia coerenza ho sgraffignato questa foto da segnaleorario

scritto da arancioeblu, sabato, 29 dicembre 2007 alle 17:39 | link | commenti (2)
in: sport, inter, cosedicasa, attualità, io , blogaltrui

Per chi non lo sapesse

 

Il 4 gennaio torna ER e con lui il Dottor Kovac

 

che come potete vedere ha il suo bel perchè anche in borghese, a dimostrazione che non si tratta solo di fascino della divisa...

scritto da arancioeblu, sabato, 29 dicembre 2007 alle 17:13 | link | commenti (3)
in: cosedicasa, attualità, opere di bene, io , belli punto e basta

Finalmente… Adele

 

Finalmente abbiamo conosciuto Adele, in tre giorni strani, perché il papà di Adele aveva un’infuenza devastante e la mamma era un po’ meno brillante del solito (sarà l’alternarsi di latte, cambio, tiralatte, rigurgiti, ospiti, sveglie nel cuore della notte?).

immagine 038

Si ha l’impressione di tirare un po’ il fiato, finalmente, dopo mesi di preoccupazioni e ansie. Papà la guarda e non gli sembra vero che sia lì con loro, mamma le sorride e le chiede perché sia così seria, i nonni sono impazziti.

Per esempio: E. ha una vecchia macchina e non sa se la può usare con le norme contro l’inquinamento; così ha mandato la nonna all’ACI a informarsi. Dopo lunga discussione la nonna torna a casa e rassicura: E. può circolare. Solo che ad esser sicura di poter circolare è la nonna, che ha superato i 65 anni, mentre resta il dubbio se E. possa farlo. Così il giorno successivo il nonno torna all’ACI e si ripresenta allo stesso sportello, davanti alla stessa impiegata.

Mia moglie è stata qui ieri per sapere se l’auto… può circolare anche nei giorni di blocco del traffico e l’impiegata: Allora lei è il nonno di Adele!

immagine 031 

Adele cresce con calma, non è ancora 3 chili, lasciamole i suoi tempi; del resto è già bellissimo vederla a casa.

Adele cresce bene, con sani valori: il papà quando la cambia le dice Che brava, hai fatto tanta juve!

p.s. scusate se ho chiuso il post con un termine volgare

scritto da arancioeblu, sabato, 29 dicembre 2007 alle 17:05 | link | commenti (9)
in: cosedicasa, attualità, nipoti, io , belli punto e basta, fra le braccia di morfeo

Ishmael Beah, Memorie di un soldato bambino - 2007

Ishmael, protagonista e scrittore di questa storia, ha meno di dodici anni e una grande passione per il rap. Così, con un fratello più piccolo e quattro amici, passa di villaggio in villaggio a presentare uno spettacolo di rap e danza. Poi un giorno, mentre torna a casa, la guerra civile lo precede al villaggio dove vive con la sua famiglia in Sierra Leone.

Per un anno vivrà nella foresta, fuggendo dalla guerra, incontrandone gli orrori in ogni villaggio in cui, spinto dalla fame, decide di entrare rischiando la vita. Fino a quando la guerra lo trova e lui, a 13 anni, diventa un soldato bambino. Viene addestrato alla vita militare e le sue giornate sono scandite da assalti ai villaggi, scontri corpi a corpo, orrori irripetibili, film di Rambo e tantissima droga (marijuana, cocaina, pasticche e brown brown un miscuglio di coca e polvere da sparo).

Per tre anni Ishmael fa il soldato, poi viene “venduto” dai guerriglieri al programmi di riabilitazione infantile promossi dall’UNICEF. Finisce l’incubo delle armi e inizia quello dei ricordi e degli incubi, che l’astinenza da droga non riesce a controllare. Ma inizia anche una nuova vita.

 

Sono tantissime le cose difficili da sostenere in questo racconto: non solo gli orrori delle sparatorie, dei cadaveri, delle vendette, ma soprattutto la violenza psicologica, la paura, il senso di abbandono e di predestinazione a una vita senza alternative, la totale assenza di speranza, nonostante un “lieto fine” molto sui generis. Ma, sorprendentemente, è anche una storia piena di poesia, di stupore e di leggerezza.

Solo in chiusura del racconto, Beah riassume in poche pagine i principali momenti della storia della Sierra Leone, forse con l’intenzione di lasciarci  per tutta la lettura delle sue memorie nell’indeterminatezza della non comprensione, in qualche modo per avvicinare noi adulti, occidentali e “consapevoli” alla sensazione di totale ignoto che può provare un bambino il cui mondo sono 2-3 villaggi nella foresta africana.

 

Non punta il dito contro qualcuno, ma proprio per questo nessuno può non sentirsi chiamato in causa.

scritto da arancioeblu, sabato, 29 dicembre 2007 alle 16:44 | link | commenti (1)
in: libri, luoghi, attualità, io

Ian McEwan, Chesil beach - 2007

 

Chesil beach è la spiaggia di un piccolo albergo dove una giovane coppia, Florence e Edward, vive la sua prima notte di nozze nel 1962, prima della rivoluzione sessuale, quando (pare) le brave ragazze arrivassero vergini al matrimonio.

È il racconto di una notte disastrosa, piena di emozioni contrastanti: desiderio, vergogna, piacere sublimato, disgusto, aspettative e paura di deludere, tenerezze, promesse e proposte inaccettabili. Il senso di sconfitta e di delusione è così concreto che sembra trasudare dalle pagine del romanzo, sembra quasi di sentirne l’odore. E alla fine, vista che gli occhi di una vita vissuta dieci anni dopo, ne esce bene chi è stato sincero, chi ha salvaguardato la propria dignità ad ogni costo, chi ha fortemente inseguito un sogno.

Che McEwan scriva bene è fatto noto (peraltro se la traduzione è così bella, mi chiedo che cosa sia leggere l’originale), ma qui siamo oltre lo scrivere bene: perché tutti i sensi vengono rapiti dalla lettura, ed è una sensazione di appartenenza alla storia che raramente ho provato.

Mi è risultato facile immedesimarmi di volta in volta in Florence e in Edward, ritrovare in loro persone, emozioni e situazioni che hanno attraversato o solo lambito la mia vita, o quella di amici. Mi ha stupito come le varie recensioni e interviste pubblicate subito dopo l’uscita del libro, insistano sulla collocazione temporale del romanzo. Io trovo che in realtà, fatto qualche ritocco, la notte trascorsa da Florence e Edward a Chesil beach possa essere, almeno nelle emozioni, nei desideri, nelle aspettative, nell’alternarsi di sensazioni antitetiche, una notte di oggi, o di cent’anni fa.

scritto da arancioeblu, sabato, 29 dicembre 2007 alle 16:42 | link | commenti (1)
in: libri, attualità, io