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Errori

 

Esonerare Cagni è come preferire un coniglio ciccione e traditore a Hector Cuper

scritto da arancioeblu, giovedì, 29 novembre 2007 alle 13:26 | link | commenti (3)
in: inter, bleah, io

Un aiuto in cucina

 

Decido di portarmi avanti e di cucinare un po’ di cose. Solo che devo anche lavorare, quindi metto tutto sul fuoco e decido di spostare il portatile, invenzione sublime, in cucina.

Sposto tutto: pc, tisana, fascicoli vari. Accendo il pc, che comincia a sentire gli anni e deve carburare un po’ prima di essere pronto. Quindi nel frattempo stendo i panni.

Poi torno in cucina, dove non mi aspettano solo tegami e pc, ma anche la mia più valida aiutante...

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scritto da arancioeblu, giovedì, 29 novembre 2007 alle 09:19 | link | commenti (6)
in: gatti, cosedicasa, io , belli punto e basta

Guarda un po'...

 

Cinque uomini e due donne in due corsie.

Si sceglie la corsia in base alla velocità, ma, guarda caso, le due donne tendono a scegliere la stessa corsia. È normale. È normale anche passare da una corsia all’altra in base alla regolarità della nuotata e allo spazio disponibile al momento. È normale, da fermi, accovacciarsi sott’acqua e buttar fuori aria dal naso.

Una regola non scritta di tutte le piscine del mondo prevede che quando arrivi e qualcuno è in sosta, chiedi se puoi andare o se va lui; se chi è in sosta pensa di stare fermo, di solito fa spazio prima che tu arrivi, soprattutto se tu nuoti a dorso e non hai gli occhi nella nuca. Quando arrivando urti, è sempre un po’ imbarazzante, ma sai che fa parte della situazione.

 

- Ma cos’ha quel tizio da guardare?

- ???

- Ma si, quello là con i baffetti, cuffia bianca e nera.

- ???

- Ho notato che quando sto per partire lui si immerge, secondo me guarda. E poi mi sembra che cambi corsia quando la cambiamo noi.

- Io non ci ho fatto caso. Però un paio di volte l’ho urtato e mi sembra che lui non abbia fatto niente per evitarlo e poi sta cosa che si immerge l’ho notata anch’io. Adesso ci sto attenta.

 

Improvvisamente ti sono chiare le sue strane immersioni, il fatto che non si sposti mai quando arrivi, il fatto che ti lasci sempre passare. Dai una nuova e insopportabile interpretazione a tutto quello che fino a un attimo prima era assolutamente normale. Allora ti tieni a distanza, lasci sempre quasi una vasca fra te e il baffetto, non gli dai occasioni. Cambi corsia solo tu, non l’altra ragazza, lo aspetti al varco e lo metti alle strette. Stai ferma, lei arriva, lui le cede il passo e, ovviamente, si immerge.

 

Scusi, cosa c’è da guardare là sotto?

???

Si, ho proprio l’impressione che quando arriviamo lei si abbassi, e lo fa solo con noi due; mi chiedevo se ci fosse la barriera corallina?

Ma io…

Ma io cosa? Vabbé facciamo che mi sono sbagliata, anzi, che ci siamo sbagliate in due.

 

Un ragazzo ci chiede se è successo qualcosa, gli spieghiamo, fa un sorriso amaro. Il baffetto fa un altro paio di vasche ed esce.

 

Beh, grazie eh…

Grazie di che? Siamo tutte nella stessa barca.

 

Io li aspetto al varco quelli come il baffetto. E quando li sputtano, cerco di farlo in un momento in cui ci sia il massimo della platea.

Perché quando ero ragazzina avevo paura e scappavo senza dire niente, vergognandomi come una ladra. Perché penso a tutte le volte che mi sono girata dall’altra parte, a quando mi sono detta che forse vedevo negli atteggiamenti altrui le mie paure.

A me, per fortuna, non è mai capitato niente che andasse oltre la molestia verbale o visiva (come se fosse poco). Ma quelli come il baffetto fanno emergere la rabbia che ho dentro, e zitta non ci sto più. Non cambia la sostanza delle cose o i comportamenti delle persone, ma vuoi mettere la soddisfazione?
scritto da arancioeblu, lunedì, 26 novembre 2007 alle 13:14 | link | commenti (6)
in: cosedicasa, bleah, io

Richieste

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Accade che mentre aspetti che qualche canale trasmetta i gol dell’Inter, tuo marito butti lì un Ci guardiamo qualche video del Liga?

Ci sono giorni in cui succedono cose strane, questa è una di quelle.

Inserisco il DVD allegato in Primo tempo. C’è da ridere. Tanto. Perché nei suoi primi videoclip il Liga è veramente ruspante. E ridicolo. Sembra uno dei suoi personaggi del primo LP.

Non so quanti siano in grado, come lui, anche di prendersi sul ridere. Lui è preso da momenti di megalomania (7 concerti in 7 giorni, il Campovolo, i concerti evento, i 5 DVD…), ma probabilmente ogni tanto ci deve essere qualcuno che lo prende per le caviglie e lo tira giù da quel mondo a un metro da terra dove crede di stare.

E giù torna ad essere una persona normale, capace di usare se stesso per smitizzarsi. E a me quel Liga lì piace davvero tanto.
scritto da arancioeblu, lunedì, 26 novembre 2007 alle 09:51 | link | commenti (3)
in: musica, cosedicasa, opere di bene, io , belli punto e basta

La giusta distanza, Carlo Mazzacurati - 2007

 

 

Siamo nella profonda campagna veneta, Concadalbero, Padova.

In un paese col meccanico tunisino, un marocchino che fa la piadina buona come a Rimini, il tabaccaio che sposa una rumena scegliendola da un catalogo on line, il matto, il ragazzo che coltiva il sogno del giornalismo, arriva una maestra bella e giovane, uno spirito indipendente.

Per più di un’ora il film viaggia negli splendidi paesaggi in riva al Po, leggero ma tutt’altro che superficiale, lasciandoci sempre dubbiosi se la storia sia una commedia o un dramma, incerti sul personaggio per cui parteggiare. Tutti, personaggi e spettatore si trovano a misurarsi con la giusta distanza, dalla storia, dai sentimenti, dalle emozioni.

Poi si perde in una trama noir che non sa tracciare e che si conclude in un finale rattoppato, di quelli che poteva chiudere così o in almeno altri cinque modi possibili.

Ed è un peccato, perché Mazzacurati sa tracciare con grande abilità i personaggi, senza scadere nel renderli caricaturali e grotteschi. E questo era un rischio reale, visto che, per esempio, i ruoli finora interpretati da Battiston lo sono spesso stati, così come l’immagine che abbiamo di Salasso,  quella che lui ci propone a Zelig.

Ho molto apprezzato questo film per le atmosfere e la capacità di riprodurre una realtà che mescola ridicolo, tragico, squallido e onirico; ma se non possedessi gli elementi di italianità che me le hanno fatte cogliere, penso che sarei uscita dalla sala delusa.
scritto da arancioeblu, sabato, 24 novembre 2007 alle 16:04 | link | commenti (3)
in: film, luoghi, attualità, io

Catene di parole

 

Girava una catena sulla rete una decina di giorni fa e ci sono finita in mezzo grazie o per colpa di iosempreio

 

Devo indicare i miei cinque libri preferiti.

Siccome questa definizione mi sembra quantomeno riduttiva, faccio una variante. È un doppio elenco: nel primo i 5 libri che mi sono venuti in mente per primi, nel secondo quelli che, a una rapida occhiata alla libreria, mi hanno fatto pensare Beh, anche questo però…

Sono tutti libri che mi hanno in qualche modo sorpreso e ai quali mi sono affezionata.

Avevo pensato anche a un elenco dei 5 peggiori libri che abbia mai letto, ma è impossibile, ci sono così troppi pari merito.

 

Signori bambini – Daniel Pennac

Viaggio alla fine del millennio – Abraham B. Yehoshua

Q – Luther Blisset

L’amore ai tempi del colera – Gabriel Garcia Marquez

Il popolo degli scimpanzé – Jane Goodall

 

E quelli che Beh, anche questo però…

 

Il giorno del celacanto – Keith S. Thomson

Un giorno della mia vita – Bobby Sands

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

Le rose di Atacama – Luis Sepulveda

La polvere dei sogni – André Brink

 

E mi dispiace per tutti quelli che sono rimasti fuori (per la verità già così ho un po’ barato)
scritto da arancioeblu, sabato, 24 novembre 2007 alle 15:58 | link | commenti (1)
in: libri, io , blogaltrui

Funesti presagi?

 

Ieri, per festeggiare adeguatamente il quasi primo anniversario della mia discopatia sono andata a farmi una seduta di agopuntura.

Bene, bene. Visto che stavolta non è dolente le faccio la stimolazione diretta.

Tradotto significa che gli aghi sono entrati dritti dritti là, proprio là dove fa più male. Tornata a casa ho dormito due ore e continuo ad essere un po’ indolenzita.

Facciamo finta di aver fatto due chiacchiere e non passi dalla cassa. Se non ci sono peggioramenti ci vediamo fra un mese.

E una.

 

Stamattina porto la macchina dal carrozziere (che a Bologna chiamano ‘carrozzaio’): la serratura passeggero non si muove di un millimetro. Torno nel pomeriggio a riprenderla: l’ingranaggio è di plastica e si inceppa. Me l’hanno sbloccata e per ora funziona, forse per un giorno, forse per sempre.

Quanto le devo?

Facciamo niente, tanto la prossima volta che si blocca bisognerà cambiare il pezzo.

E due.

 

Io non sono abituata a queste botte di fortuna, e non riesco a godermela. Sono indecisa sul da farsi:

1. Mi chiudo in casa e aspetto che passi, anche se visti i recenti eventi, la casa non è propriamente il posto più sicuro dove io possa stare.

2. Esco e spendo i soldi risparmiati in cose utili.

3. Esco e spendo i soldi risparmiati in cose inutili.

 

In questo momento tenderei alla 3, quindi sarà meglio che stia in casa e ricominci a lavorare.
scritto da arancioeblu, venerdì, 23 novembre 2007 alle 16:23 | link | commenti (3)
in: cosedicasa, attualità, io