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Aller – retour (4)

 Il cagarone è il mio animale totemico. Da quando nel 2003 in Normandia, prima vacanza all’estero con Taribo, una sua deiezione precipitò con inaudita violenza e con il più classico degli splat sulla mia spalla sinistra (per fortuna indossavo una giacca cerata) il gabbiano reale è stato rinominato (mi dispiace per la qualità della foto, ma il cielo era proprio di quel colore).

cagarone

Qui prende un passaggio dal traghetto che ci porta sull’île Bréhat, una strana isola piena di fiori (piantati, interesse naturalistico quasi zero) che si attraversa da parte a parte rimanendo però quasi sempre all’interno. Non sembra neppure di stare al mare. Forse perché la giornata era grigia, forse perché preferisco le passeggiate su sentieri costieri, ma è un posto dove potete tranquillamente non andare.

All’imbarco dal continente si arriva percorrendo ‘comodamente’ a piedi il molo per una decina di minuti, ma dipende dalla marea.

bréhat

L’imbarco dall’isola è invece in tre cale diverse, a seconda della marea.

Mi piace questo fatto che le cose cambiano in base a come decide la luna. È un altro di quei fattori che io chiamo ‘ridimensionanti’. La traversata di ritorno dura 10 minuti e non c’è bisogno di prenotazione, le corse sono continuate, nessuno resta a piedi. No comment.

Torno subito... 

di arancioeblu, martedì, 31 luglio 2007 alle 13:04 | link | commenti (1)
in: natura, luoghi, attualità, io

Aller – retour (3)

Siamo affezionati a David. Abbiamo scoperto la sua chambre d’hôte l’anno scorso per caso, cercando un posto dove dormire una sola notte sulla via del ritorno, e abbiamo giurato che in un posto così ci saremmo tornati.

presbytère1

Lui qualche anno fa se n’è andato da Rennes per vivere a 15km, a Treffendel , 15 km che fanno la differenza. Ha acquistato la casa (che era albergo-locanda) l’ha ristrutturata con le sue mani, con gusto originale e raffinato, ci vive con la moglie olandese Miriam e la figlioletta Maïwenne, di un anno e mezzo. Fa il mammo e il casalingo ed è una persona con cui è piacevolissimo conversare (peraltro quest’anno ci ha consigliato il miglior ristorante della vacanza). Se cercate un posto dove riposare, leggere in giardino, stare in pace, andateci.

treffendel

 

Il cielo di Fougères mi ha regalato il primo cirrus vertebratus, le piccole strie sono cristalli di ghiaccio in caduta.

cirri

Fougère significa felce: esiste in Italia una città con un nome così?

Torno subito... 

di arancioeblu, lunedì, 30 luglio 2007 alle 19:21 | link | commenti (3)
in: natura, luoghi, io

Aller – retour (2)

montebianco

Francia, autostrada, cantiere di ampliamento. Un cartello ci informa che le opere saranno finanziate secondo la suddivisione 40 Stato, 40 Regione, 20 Dipartimento. È indicata la data di fine lavori, ci si scusa per il disagio e si ringrazia per la comprensione. E ça va sans dire quel tratto di autostrada non si paga.

I pedaggi sono significativamente superiori a quelli italiani, ma dopo 15 giorni di Francia, l’impatto con la Torino-Milano e Milano-Bologna e relativi cantieri e incidenti, ça va sans dire non è stato uno scherzo.

In tutta la Bretagna l’autostrada è gratuita.

 

In Francia non ci sono lunghe scritte che vi ricordano quanti incidenti o tamponamenti i morti ci sono stati su quel tratto. C’è un cartello con un omino in sedia a rotelle e la scritta La vita dopo un incidente, pensateci prima (in francese è in rima, e suona così la vie après l’accident/pensez-y avant). Oppure a bordo strada c’è una sagoma come questa.

sagoma

C’è anche la variante goccia di sangue. E ça va sans dire dopo che ne avete viste un po’, solleverete il piede dall’acceleratore.

 

In Francia sulle strade nazionali a una sola corsia un cartello indica fra quanti km si raddoppia, quanto dura la doppia e dopo quanto finisce. Così uno non si lancia in sorpassi azzardati. I camion sono quasi inesistenti e, ça va sans dire, non sorpassano.

 

In Francia nei parcheggi riservati ai portatori di handicap, c’è un cartello che dice Se vuoi il mio posto, prenditi anche il mio handicap. E, ça va sans dire, quel posto è sempre vuoto.

  

Torno subito...

di arancioeblu, sabato, 28 luglio 2007 alle 16:30 | link | commenti (3)
in: luoghi, attualità, io

Aller – retour (1)

Devo riprendermi da bollette, lavatrici, posta, suoceri, frigo vuoto, gatti coccolosi, panni stesi, caldo, Chivu all’Inter.

Poi vi ammorberò con aneddoti, foto, cieli, considerazioni.

 

Vi concedo una sintesi:

1. Se non l’avete mai fatto andate in Bretagna, e non tralasciate il Finistère. Non a caso i Romani lo chiamarono Finis Terrae.

2. Mentre qui il caldo liquefaceva persone, cervelli e cose, lassù siamo stati perennemente fra i 15 e i 22 gradi. In altri blog leggerete temperature diverse, non credeteci. La frase tormentone del viaggio è stata “Fa un freddo porco”. E l’anno scorso, solo due settimane dopo, si stava in maglietta. Questo è uno degli "n" scrosci che ci hanno deliziato.

Bretagna 2007

3. Ci siamo rimpinzati di paté, pesce, crêpes, crostacei, cozze. Mi sono rifiutata di pasteggiare a sidro.

4. Abbiamo dormito bene, come solo là ci capita.

5. Abbiamo incontrato strane persone, tutte con una gran voglia di fare chiacchiere e di raccontarci la loro Bretagna. Per esempio mi sono fatta intortare un quarto d’ora da un vecchio bretone consumato dal sole, dal vento e dalla salsedine, che mi ha spiegato la sua vergogna perché “hanno dato la Francia in mano a uno straniero, siamo governati da stranieri, ebrei, maghrebini ” e via delirando.

6. Visitare la Francia fa venir voglia di andar via dall'Italia (questa considerazione non è necessariamente legata al punto 5).

 

p.s. per gli amanti del fashion (e qui ne girano parecchi), vi devo informare che non so se potrò pubblicare l’anelata foto di taribo col cappello alla Woody Allen. Non mi ha ancora firmato la liberatoria e ho già abbastanza problemi di mio, senza trovarmi pure una causa sul groppone. Voi, se volete, fate la vostra parte.

Torno subito…

di arancioeblu, venerdì, 27 luglio 2007 alle 18:20 | link | commenti (14)
in: natura, luoghi, cosedicasa, attualità, fra le braccia di morfeo

Dove eravamo rimasti?

 

Eravamo rimasti che partivo per la Bretagna senza aver scritto di Cloudspotting. Userò questa immagine scattata pochi giorni fa lassù per parlarvene, finalmente.

Bretagna 2007 

Un buon libro è un libro che ci cambia.

Impossibile essere uguali prima e dopo aver letto Cloudspotting – Una guida per i contemplatori di nuvole. Molto manuale, rigoroso nelle spiegazioni, un po’ di humor, qualche aneddoto di arte, storia e viaggi. Come dopo aver letto qualsiasi (buon) manuale, lo si chiude e ci si mette subito alla prova. E, come qualsiasi buon manuale, bisognerebbe sempre averlo con sé. È anche un libro che fa riflettere su quanto la nostra vita sia piena di matematica, di fisica e di regole rigorose, anche se non ci piace riconoscerlo.

Chi come me è malato di nuvole si sentirà meno perdigiorno quando sta lì col naso all’insù alla ricerca di figure e colori, e inseguendo i movimenti e ci si perde dentro. È un po’ come contemplare il mare, mai uguale a se stesso.

Si, contemplare. Perché cielo e mare non si possono semplicemente guardare.

Gavin Pretor Pinney, Cloudspotting. Una guida per i contemplatori di nuvole, Guanda

di arancioeblu, venerdì, 27 luglio 2007 alle 17:46 | link | commenti (2)
in: natura, libri, luoghi, attualità, io

Ultime cose

 

Ci siamo. Partiamo.

Non posso dire di aver concluso tutto, ma siamo a buon punto. Le valigie sono chiuse, TizioCaio è stato abbondantemente indottrinato sull’uso della casa e sulla gestione dei gatti (TizioCaio verrà a vivere qui, ringraziamo pubblicamente e siamo debitori).

Non ho il tempo per parlarvi di Cloudspotting e di Igiene dell'assassino, ma è solo una sospensione temporanea del tag ‘libri’.

La Bretagna e il suo tempo bizzarro ci aspettano. Troveremo modo di bazzicare qualche Internet Point, quindi rimanete su queste frequenze.Se invece anche voi ve ne andate in vacanza, fatemi il piacere di fare un giro qua da là, giusto per arricchire la mia cartina dei contatti. Io farò lo stesso con voi.

 

Infine, un sentito ringraziamento a Brujita (qui in versione ‘Ti aiuto io con i sacchetti’), senza la quale il mio bagaglio non sarebbe quello che è.

bru

Del resto si sa che il gatto è l’aiutante migliore quando si prepara una valigia.
di arancioeblu, mercoledì, 11 luglio 2007 alle 09:09 | link | commenti (17)
in: libri, luoghi, gatti, cosedicasa, attualità, io

GRAZIE

 

Grazie, merci, thank you, danke, graçias, ã‚りãŒã¨ã†, dank, obrigado…

per tutti i commenti affettuosi arrivati in questi giorni.
di arancioeblu, lunedì, 09 luglio 2007 alle 12:10 | link | commenti (3)
in: io