Amici di penna (1)
Su arancioeblu 14 blog linkati, 7 di questi sono blog amici, in attesa altri 5-6 indirizzi.
I motivi per cui linko o invito come amico un blog (lo so che il termine è orrendo, ma non ne trovo uno migliore) sono i più svariati, in linea di massima la logica è:
Linkato+amico: blog che frequento spesso, che per qualche motivo mi hanno colpito, con cui mi sento in sintonia.
Linkato: come sopra, ma ancora senza quel quid
In attesa: blog che mi incuriosiscono, ma che ai miei occhi devono crescere. Di questi, per ora, non parlerò,
Ed ora, siore e siori ecco a voi: http://ondadurto.splinder.com/
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Autore
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lorypersempre
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Linkato perchè
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Ironico, pieno di idee, uno spaccato di vita fra Roma, la Comunità Europea e un sacco di altri bei posti. Belle foto. Una passione esagerata per le piante, gli ortaggi, la frutta. Invidio il suo orto e le sue primizie.
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Amico perchè
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Mi sento “spiritualmente” vicina a lorypersempre. E poi è quella che mi ha fatto scoprire il bottone “Invita un amico”.
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Nella realtà
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sconosciuto
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di arancioeblu, mercoledì, 28 febbraio 2007 alle 16:40
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in: io , blogaltrui
Merenda

Piccolo spaccato casalingo: stiro e come tutte le brave casalinghe guardo la TV. Solo che, contrariamente alle altre brave casalinghe, guardo un programma di calcio, il turno infrasettimanale.
Da Palermo informano: "Ecco Ronaldo pronto ad entrare"
Da studio ribattono: "Per forza, è l'ora della merenda..."
di arancioeblu, mercoledì, 28 febbraio 2007 alle 16:35
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in: sport, io
Stile Juve liberamente tratto da interismomoderno
Una volta queste cose le faceva solo Materazzi (e Montero, e Juliano...).
Ma in questo caso, si sa, non è da lui. E infatti non l'hanno neppure ammonito.
di arancioeblu, mercoledì, 28 febbraio 2007 alle 09:31
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in: sport, inter, attualità , io
Saturno contro - Ferzan Ozpetek, 2006

Una coppia gay (Davide e Lorenzo), tanti amici, la morte di Lorenzo, il padre di Lorenzo.
Ho impiegato un buon quarto d’ora a ricordare i nomi di tutti gli amici e associarli all’attore giusto, mi sono ripetutamente chiesta dove volesse andare a parare, poi ho accettato di appassionarmi a una storia raccontata in un modo che in fondo non mi piace. Ozpetek mi sembra sempre un po’ cerebrale, cupo e ossessionato. Innamorato di alcuni autori, ai quali (da lui o da altri) viene assegnato sempre lo stesso ruolo: mi chiedo quando qualche regista costruirà un triangolo in cui Margherita Buy è l’amante e non la tradita, o quando Accorsi non sarà quello che si spupazza la più carina del film.
I tanti amici sono alla fine la vera famiglia di Davide (Pierfrancesco Favino), quella che gli darà la forza di ricominciare e vivere. È un po’ l’idea che non siamo isole ma arcipelaghi, concetto già introdotto e convincentemente illustrato da Nick Hornby in About a boy. Interessante l’idea di non limitarsi ad accettare da parte della famiglia l’omosessualità dei figli, ma di condividerla. La scena in cui il padre di Lorenzo saluta e abbraccia Davide è genuina ed emozionante. L’unica che non accetta la morte e la supera costruendosi immagini parallele è Roberta, una sorprendente Ambra Angiolini.

A prescindere da quello che non mi ha convinto, averne di film come questo...
di arancioeblu, martedì, 27 febbraio 2007 alle 15:38
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in: film, attualità , io
La cena per farli conoscere, Pupi Avati 2006

Un attore fallito (Diego Abatantuono) inventa uno stratagemma per riunire a sé le sue tre bellissime figlie, avute da altrettante relazioni, e che vivono a Parigi, Madrid e Roma.
Loro organizzano una cena, pensando che un imprevedibile incontro fra il padre e una vedova disperata, possa creare un’improbabile relazione di successo.
Credo che scrivere nei titoli di testa “Commedia sentimentale” e poi inserirci un tentato suicidio, un genero alcolizzato e uno ottuso e decisamente sgradevole, un possibile tumore a un seno, una vedova, sia decisamente troppo.
Con un discorso moraleggiante da post sbornia, Francesca Neri (davvero brava nel ruolo della pazza ubriaca) fa riflettere Abatantuono sui valori della vita e lui torna dalle figlie e comincia a fare il padre, con alcuni decenni di ritardo.
Film didascalico e didattico, in perfetto “stile Avati”.
di arancioeblu, martedì, 27 febbraio 2007 alle 15:37
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in: film, attualità , io
Posizioni

Lui: Proviamo a cambiare posizione stasera?
Lei: Che bella idea! Tu stiri e io mi stendo sul divano e dormo!
di arancioeblu, martedì, 27 febbraio 2007 alle 14:44
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in: attualità , io
Giustizia è fatta?

La Corte Internazionale di giustizia dell'Aja ha decretato che la Serbia avrebbe dovuto impedire il genocidio di Srebrenica, ma non ne fu direttamente responsabile.
Per rinfrescarci la memoria, cito da ilsole24ore Il massacro di Srebrenica, che la Corte internazionale di giustizia, ha definito un genocidio, è considerato «una delle peggiori atrocità dopo quelle della Seconda guerra mondiale».
I fatti sui quali i giudici si sono pronunciati, esaminando una denuncia della Bosnia, risalgono all'estate del 1995, quando Srebrenica, un'enclave musulmana nella Bosnia orientale serba, era sotto assedio da quasi tre anni. L'allora capo di stato maggiore serbo-bosniaco Ratko Mladic ordinò ai primi di luglio l'attacco finale. La città venne bombardata giorno e notte, mentre i carri armati avanzavano.
L'11 luglio i serbo-bosniaci irruppero nella città e i 40mila abitanti fuggirono verso la base dell'Onu di Potocari, a nord. Circa 7mila riuscirono a entrare nel recinto della base, presidiata da circa 100 caschi blu olandesi che avrebbero dovuto difendere la città, dichiarata dall'Onu "zona protetta". Gli altri si accamparono fuori.
All'arrivo dei serbi i caschi blu rimasero impotenti, mentre Mladic fece separare gli uomini da donne e bambini, che furono deportati. Gli uomini - secondo le testimonianze di sopravvissuti e secondo l'atto di accusa del Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia, che con una sentenza dell'aprile 2004 ha stabilito per primo che fu genocidio - furono passati per le armi. I corpi degli uccisi nelle esecuzioni di massa vennero sotterrati in fosse comuni. Finora ne sono stati ritrovati solo 2mila. Oltre 7mila persone risultano disperse.
I principali responsabili dell'eccidio di Srebrenica sono considerati i capi politici e militari dei serbi di Bosnia Radovan Karadzic e Ratko Mladic, latitanti ormai da dieci anni.
La tragedia ha pesato per anni sulla coscienza della comunità internazionale. Per Srebrenica, nell'aprile 2002, il governo olandese di Wim Kok decise di dimettersi dopo che l'Istituto per la documentazione di guerra ha riconosciuto la responsabilità dei politici e dei caschi blu olandesi nel non aver saputo impedire il massacro.
Io un'idea su serbi, bosniaci, serbo-bosniaci, comunità internazionale, Nato e ONU me la sono fatta, leggendo un po' della ricca bibliografia. Fra tante cose vi segnalo Srebrenica - i giorni della vergogna, di Luca Leone, ed. infinito, perchè se, come sostiene qualcuno, "le sentenze non si commentano, si accettano", informarsi è quantomeno doveroso.
di arancioeblu, lunedì, 26 febbraio 2007 alle 14:17
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in: libri, attualitÃ
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