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Il matrimonio

Ci sono tanti modi per capire che un matrimonio è in crisi: se la vostra metà in una fredda mattina dei giorni della merla si affretta ad andare a lavorare e vi chiude sul balcone, beh è un buon indizio.
Come tutte le mattine ero sul balcone a cambiare la lettiera dei gatti. Di solito la procedura prevede che il consorte prenda la lettiera sporca e, uscendo per andare in ufficio, la butti nel cassonetto.
Stamattina invece bacio-bacio, ciao-ti-chiamo in tutta fretta e via. Boh.
Finisco di pulire, sistemo, dò un’occhiata alle piante, due carezze ai gatti e torno in casa. O meglio, ci provo. C***o la porta finestra è chiusa. Rido. Chiamo. Urlo. Mi rendo conto che è tutto vero. Mai per un attimo ho pensato potesse essere uno scherzo. Principio di crisi isterica. Una maglia sopra il pigiama, scalza, in ciabatte, chiusa sul balcone fuori di casa, al freddo. Geniale!
Tiro due pugni alla porta finestra e uno alla finestra piccola, provo a spingere lo stipite, che ovviamente non cede di un millimetro. Poi mi dico: “Ehi baby, sei una donna, non comportarti da uomo, usa il cervello”. Ripeto in successione profonda il MANTRA OM.
Provo a infilare il braccio nello sportello da cui passano i gatti, ci sarà almeno un metro, non arrivo alla maniglia. Ma nel suo piano diabolico la mia metà non ha tenuto conto del fatto che sul balcone c’è un oggetto dall’utilizzo a lui sconosciuto: la cassetta degli attrezzi. La apro, osservo e ragiono: niente filo di ferro. C***o. Prendo il metro da falegname, lo piego a metà riesco ad agganciare la maniglia quel tanto da piegarla un po’. Ma l’infisso è vecchio, la maniglia non oliata. Però almeno si è un po’ inclinata, abbastanza da arrivare col martello a darle la bottarella definitiva. LIBERA! Senza danni. Lo sportello che usano i gatti si è un po’ spostato: lo smonto e lo rimonto. Ripongo gli attrezzi, mi lavo, ripeto il MANTRA OM, accendo il pc e inizio a lavorare.
Ora mi sento molto Arsenio Lupin o, se preferite, Diogene quello che cercava l’uomo col lumicino...
di arancioeblu, mercoledì, 31 gennaio 2007 alle 07:46
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in: io
Provaci anche tu!
Sei stressato dal lavoro? Tua moglie ti riempie di corna? Vorresti ma non puoi? Non te ne fai una ragione della J**e in serie B, del campionato falsato, delle squadrette di serie A? Sei un fallito, nessuno ti vuole e ti chiedi perchè stai al mondo?
Oggi c'è la soluzione! DAI UNA TESTATA A MATERAZZI, il meno tutelato fra i campioni del mondo...
p.s. non ho trovato foto dell'ultima sul web
di arancioeblu, lunedì, 29 gennaio 2007 alle 19:55
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in: inter, attualità , io
Affare (quasi) fatto

La notizia sta tutta qui
http://canali.libero.it/affaritaliani/sport/milanoronaldo2501.html
Altro girone, altro regalo; ora vada a piangere da un'altra parte, ma di certo a Milano non potrà camminare a testa alta.
di arancioeblu, giovedì, 25 gennaio 2007 alle 10:16
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in: sport, inter, io
Vacanze fuori stagione (6)
E' di nuovo Leela ad ispirarmi, con la sua grande passione per gli alberi.
Sulla costa meridionale del Kenya si trova Gede, ora insignificante toponimo sulla carta geografica, ma fino a metà del Quattrocento fiorente città commerciale, che praticava scambi con la Cina e l’Arabia. Scomparsa non si sa perché.

Le città scomparse hanno un gran fascino, visto che ci si può sbizzarrire nelle più assurde fra le teorie possibili.
All’arrivo si viene accolti dai cercopitechi, che esigono le banane (ovviamente un cartello vieta di dare da mangiare alle scimmie, ma se arrivate senza banane il custode si stupisce e vi fa capire che era meglio portarle), un po’ di scena per i turisti non guasta.

Dopo la pioggia battente del pomeriggio la luce è stranamente biancastra; peccato, perchè con tutto quel verde, un tramonto a Gede dev'essere meglio che su una spiaggia.
Col tempo la natura si è ripresa ciò che le era stato sottratto e qui e là in mezzo agli alberi spuntano le rovine di un antico splendore, immerso in un gigantesco orto botanico. La cosa più suggestiva di Gede sono proprio gli alberi, i profumi e le urla della scimmie. E la forza delle radici degli alberi, che avvolgono i muri e li stritolano, escono dal terreno, attraversano i sentieri e fanno inciampare. Ci si sente vagamente minacciati e fuori luogo (è una sensazione che provo sempre più spesso in quelle circostanze), ma è molto piacevole.
di arancioeblu, mercoledì, 24 gennaio 2007 alle 13:44
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in: natura, arte, luoghi, io
Apocalisse?
L'idea girava in testa da qualche giorno, dopo aver letto Leela. Poi mi sono imbattuta su Repubblica in un articolo di Gabriele Romagnoli. Uno di quegli articoli che vorrei aver scritto io.
Incubo nucleare l' Apocalisse ora è più vicina
Come tutti sappiamo, ma ci sforziamo di non ammettere, il nostro pianeta è condannato a morte (o pensavate che fosse eterno?). È possibile che gli attuali inquilini non assistano all'esecuzione e la demandino a qualche generazione (non troppo) futura. È probabile che il boia e l'impiccato siano la stessa persona e a far saltare il banco sia la specie involuta che ci sta giocando da qualche millennio. Come in una procedura americana l'ultimo atto ha una data variabile: ci sono sospensioni, rinvii a scadenza indeterminata, perfino possibilità di riesame dell'intera questione. Poi, a un certo punto, tutto precipita e quell'evento che sembrava scongiurato, perché tante volte annunciato come imminente e mai realizzato, semplicemente accade. Il governatore non ha fatto la grazia, fine delle trasmissioni. Buio in sala. A quanto pare, siamo in uno di quei momenti lì. Al potere abbiamo, un po' dovunque, personaggi di scarsa lungimiranza e nessuna mitezza. Gente che ha confuso la missione della politica con il mestiere delle armi e rinnegato ogni legge tranne quella del più forte. Tra gli attuali leader di Stati Uniti e Russia, Iran e Corea del Nord non si sa davvero a chi affidare la valigetta con il bottone rosso. Il problema è che ce l'hanno tutti e quattro. E l'orologio corre. Il cronometro dell'apocalisse era fermo da cinque anni a sette minuti dalla mezzanotte. Oggi si rimette in moto. Due motivi dovrebbero farci guardare il polso con qualche tremore. Il primo: questi orologiai non sono millenaristi da strapazzo, interpreti di profezie dai mille sensi o scrittori inveleniti nella loro mansardina di Parigi, ma scienziati piuttosto freddi e nient'affatto bisognosi di pubblicità, che ogni tanto fanno qualche calcolo, guardano il risultato e se si preoccupano che sia giusto non è da un punto di vista morale, ma puramente logico. Il secondo: l'orologio segnava ieri sette minuti a mezzanotte, proprio come sessant'anni fa, quando fu creato. Nel frattempo è andato avanti e indietro. E' arrivato perfino a due minuti da fine corsa (nel 1953), ma poi è stato risospinto indietro. Nel 1991 era a 17 minuti dalla mezzanotte. Da quindici anni non si ferma e non retrocede più. Proprio questo deve allarmare. Eravamo stati capaci di progredire, dopo la caduta del Muro, e rieccoci qui, a flirtare con il disastro. Si avvertono da un lato velleità autodistruttive mascherate da alibi addirittura divini, dall'altro una stanchezza che induce a non protestare nemmeno più: non ci seppellirà una risata, ma un'alzata di spalle. Possiamo soltanto, utopisticamente, sperare nell'introduzione dell'ora legale.
GABRIELE ROMAGNOLI La Repubblica 17 gennaio 2007, pagina 1
P.s. Grazie a Lele, che mi ha dato una mano a recuperarlo
di arancioeblu, martedì, 23 gennaio 2007 alle 12:13
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in: natura, attualità , io , blogaltrui
Ci pensa Kyrill
    
Basta con gli allarmismi! Il clima non sta cambiando! Le tempeste ci sono sempre state, solo che nessuno nell'Ottocento dava risalto alle notizie! Questo è solo eco-terrorismo!
Gli strilloni che si esprimoni così prima o poi dovranno ammettere che forse hanno fatto un errore di valutazione. Non serve che lo riconoscano, ci accontenteremmo di una politica ambientale un po' meno cieca. Forse non basterà , ma chi ci governa ha il dovere di provarci.
Foto Corriere della Sera
di arancioeblu, venerdì, 19 gennaio 2007 alle 13:31
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in: natura, attualità , io
Rispetto
A completamento della mia nota opinione su Hernan (occhi di tigre) Crespo si aggiunga questa dichiarazione rilasciata ieri, dopo il passaggio in semifinale Coppa Italia.
Al giornalista che ripeteva la solita gufo-nenia sull'Inter imbattibile, vinci-tutto, tritasassi, che non la ferma nessuno, Crespo ha risposto a modo suo: "La gente dell'Inter merita rrispetto. Solo cose rreali. Basta illusioni".
di arancioeblu, giovedì, 18 gennaio 2007 alle 12:25
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in: inter, io , belli punto e basta
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