Lo sapevate che?
La marcia di avvicinamento all’ultima giornata di campionato viene allietata da una serie di notizie. I giornalisti si scatenano.
La prima è di oggi: intercettate telefonate fra un indagato per droga e sfruttamento della prostituzione e lo spogliatoio dell’Inter (Mancini, Materazzi, Zanetti, Ibrahimovic e altri che ho dimenticato).
Azzardo una previsione per i prossimi giorni:
Venerdì: Burdisso, Cambiasso e Zanetti invischiati in un giro di pedofili
Sabato: Moratti sorpreso nell’esecuzione di un sacrificio umano durante una messa satanica propiziatoria per lo scudetto.
Domenica: TUTTI A CASA, ALÈ!
Paure e pregiudizi
Rubacchio questo post da http://nonsolomamma.splinder.com/, perchè inquadra il problema e la soluzione
È la mia risposta definitiva: l’accendiamo?
La Banca d’Italia ha una sola sede a Bologna, in un bel palazzo in Piazza Cavour.
Volendo riscuotere un vaglia, ho deciso che in tarda mattinata avrei fatto la mia passeggiata salutare in quella direzione.
Arancio: Buongiorno, vorrei riscuotere questo vaglia.
Banca d’Italia: Ha il conto qui?
A: No.
BI: Lo sa che può versarlo alla sua banca?
A: Si, grazie.
BI: No perché sa, magari a qualcuno sembra strano, ma è come un assegno.
A: Grazie, ma per 350 euro… (Si certo, lo verso così mi va in accredito fra 10 giorni)
BI: Era per risparmiarle il viaggio
A: È una bella giornata, due passi in centro si fanno volentieri. (Scusa, ma a te chettefrega? Avevo voglia di vedere quei bei negozi in via Farini e in Via dell’Archiginnasio, quelli con tutte le firme, assolutamente off limits, mi devi proprio rovinare il giro?)

Ciao sono S., come va?

Potrebbe essere l'inizio di una telefonata come tante, ma l'amico S. soffre della nostra stessa malattia, quella nerazzurra.
L’amico S. domenica va a San Siro e ha comprato i biglietti per le due figlie. Una di loro però ha una festicciola e gli dà buca. Lo sapevamo da una settimana, ma non ci avevamo mai pensato seriamente, credendo che alla fine avrebbe preferito una partita di calcio a una festa di compleanno (quale ragazzina sceglierebbe diversamente?)
Ridendo e scherzando S. la butta lì Non posso cambiare il biglietto perché è ridotto, posso fare solo il cambio di persona, ma per lo stesso sesso. Non mi danno un biglietto adulto nemmeno se pago la differenza. Vieni tu? Dai scherzo, non voglio metterti in difficoltà, però è un peccato buttare via un biglietto, e così via a istigare…
Taribo non ha dubbi: VAI!
Io mi sento un po’ in colpa (tipo 3 minuti), lui è a Torino a presentare un libro, io me ne vado a San Siro. Ma lui insiste davvero.
Vabbé, deciso, vado.
Privato è bello (?)

Caso vuole che andiamo a Torino il giorno in cui c’è lo sciopero dei treni e dei bus.
Caso vuole che nonostante lo sciopero sia dalle 9 alle 13, il nostro treno (14.44, partito da Bari alle 7), sia stato soppresso.
Me ne accorgo stamattina, cercando un treno Torino-Milano per domenica, che vado a San Siro (vedi post successivo): il treno non figura più sul sito Trenitalia.
Chiamo l’assistenza clienti di Bologna: non sono ancora le 9, ma nessuno risponde.
Mi collego sul sito per fare un cambio biglietto: non me lo lascia fare.
Vado in stazione: non c’è anima viva.
Torno in stazione a sciopero concluso per chiedere il cambio biglietto o il rimborso: non si può fare. Perché il biglietto è stato fatto in modalità Ticketless (pagamento con carta di credito e non emissione del cartaceo) e quindi devo chiamare l’892021, che sembra un numero verde, ma non lo è, e chiedere il rimborso. Poi fare un nuovo biglietto.
Chiamo l’odiato numero, dove Andrea (che sembrava al mercato del pesce, bell’ambiente quello dei call center) avvia la pratica: rimborso del 100% entro 30 giorni. E sono fortunata, perché se avessi fatto la richiesta in rete mi avrebbero sottratto una quota del 20% (11,2 euro).
Peccato che la telefonata, da cellulare, mi sia costata 9,54 euro. Certo, dal fisso avrei speso meno, ma ho disattivato da tempo quei numeri, dopo una disavventura di addebito non dovuto su un 899 (denuncia, trafila di carte, ma alla fine l’ho spuntata, eh eh).
Ora, non sto a dire che pubblico sia meglio che privato, però se un ente pubblico fa un call center a pagamento almeno posso inc*tsarmi e fare una lettera di protesta (mi vengono abbastanza bene).
Cose da donne
Stamattina, proprio mentre stavo uscendo per andare a comprare un regalo, incrocio la postina che mi urla Aspetta! Ho una raccomandata per te!
Mi consegna (gradito come, che ne so, uno scudetto) un vaglia della Banca d’Italia, con una cifra piccola ma significativa per le mie tasche, a titolo di rimborso per IVA non dovuta.
In vista di Procida devo riorganizzare il reparto moda-mare del mio guardaroba, quindi mi sono detta che il Destino voleva che mi comprassi qualcosa. Visto che al Destino ci credo ho scelto un costume frou frou con delle ciliegie e uno nero, perché, sant’Iddio, son pur sempre una signora!
Offese

Se volete insultare qualcuno non sbraitategli in faccia VAFFANCULO per tre volte.
Dategli del FENOMENO...